Tav, Berlusconi: «Useremo anche la forza per garantire il Corridoio 5»

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5 novembre 2008
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Per garantire la ripresa dei lavori per il "Corridoio 5" che dovrebbe collegare Lisbona con Kiev Berlusconi non esclude l'uso della forza «esattamente come a Napoli». Gli interventi sulla rete ferroviaria ad alta velocità sono stati più volte oggetto di polemiche: proprio agli oppositori si è rivolto Berlusconi affermando che «una minoranza organizzata che pretende di fermare un cantiere, un'autostrada non è un'espressione di democrazia ma una violenza contro i cittadini» a cui viene impedito di lavorare e muoversi.

Il "corridoio 5" partendo da Venezia, raggiunge Trieste, prosegue per Lubiana, capitale della Slovenia, avanza fino a Budapest, per poi valicare il confine dell'Ucrainafino all'ultima fermata rappresentata da Kiev. Il suo sviluppo è di 1.600 km, senza contare le diramazioni secondarie del tragitto. «Riprenderemo con determinazione il piano sulle infrastrutture che avevamo iniziato con l'altro governo e che poi la sinistra ha bloccato – ha detto il premier – Hanno bloccato anche i lavori per trafori come quello del Frejus. Le decisioni prese democraticamente devono essere attuate e lo Stato garantirà che i lavori per il "corridoio 5" vadano avanti».

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