Il brutto tempo non lascia tregua all'Italia: la neve (alto anche il pericolo valanghe), la pioggia abbondante e il forte vento hanno caratterizzato la giornata di lunedì in quasi tutta Italia, provocando, in Friuli, la morte di un uomo di 60 anni travolto da un muro abbattuto dalle raffiche di vento a Primulacco di Povoletto (Udine).
Frane e allagamenti si sono verificati un po' ovunque e sempre a causa della pioggia battente è crollata una porzione del tetto della chiesa medievale di San Giovanni in Zoccoli, nel centro storico di Viterbo. Le regioni più colpite sono state il Trentino e il Friuli, mentre a Venezia è tornata l'acqua alta: ha segnato 1,56 mt, mai così da 22 anni. La massima di 156 centimetri è, secondo i primi calcoli, il quarto dato storico per le acque alte a Venezia: si pone dietro alle misure di 158 cm dell'1 febbraio 1986, i 166 centimetri del 22 dicembre 1979 e i 194 cm. del 4 novembre 1966, quando il mare entrò in laguna portando distruzione e morte, e la città finì sotto un metro e 94 centimetri d'acqua.
LIGURIA - frane (nel savonese a Bordighera) e situazione difficile, per neve, sulla A6 Torino-Savona, sulla A26 Genova Voltri-Gravellona Toce e sulla A7 Genova Serravalle. Deboli nevicate anche sulla A5 Aosta-Morgeux e sulla A23 Palmanova Tarvisio. Una nave da crociera ha rinunciato alla prevista tappa a Civitavecchia a causa delle difficoltà ad entrare nel bacino portuale. Un forte vento di libeccio ha bloccato le partenze dei mezzi veloci impegnati nel golfo di Napoli.
TRENTINO ALTO ADIGE - L'emergenza è scattata dalla mattina a causa di una abbondante nevicata sino al fondovalle. Migliaia di vigili del fuoco e volontari sono stati impegnati a lungo per sgomberare le strade dagli alberi abbattuti. Corsie innevate anche sull'A22. Chiusi i passi Giovo, Pennes, Gardena, Pordoi, Campolongo, Valparola, Tonale, Fedaia, Rolle e Mendola. Data l'abbondante nevicata, il Comune di Bolzano ha invitato gli abitanti a non usare auto e bici e a non sostare sotto alberi e cornicioni. Il cimitero è stato chiuso. La forte nevicata ha bloccato anche la linea ferroviaria provinciale della val Venosta che collega Merano a Malles. In tutta la regione sono stati 6000 i cittadini rimasti senza corrente.
FRIULI VENEZIA GIULIA - Nevicate, bufere di pioggia e tempeste di vento con raffiche fino a 140 kmh. Il vento di libeccio ha investito tutta la costa friulana con raffiche che hanno superato i 100 kmh a Lignano (Udine). E ancora il vento, unito a un eccezionale fenomeno di acqua alta, ha causato l'allagamento del centro storico di Grado (Gorizia) e di altre località lungo la costa. Sempre in montagna è continuata a cadere la neve che ha superato i 70 cm.
VENETO - Pioggia battente e vento forte in pianura e neve in montagna sopra i 700-800 metri di quota. A causa delle copiose nevicate - in alcune zone si supera abbondantemente il metro d'altezza - sono chiusi al transito per pericolo slavine tutti i passi dolomitici. Sulle Dolomiti lo strato della neve ha superato in qualche caso il metro e mezzo, sulle Prealpi ha raggiunto anche i due metri. Numerose le strade e i passi, soprattutto nel bellunese, chiusi per neve e pericolo slavine.
LOMBARDIA - Indice di pericolo 4 (forte) per la possibilità di valanghe anche in alta Lombardia. In particolare saranno interessate le località in quota delle province di Bergamo, Brescia, Sondrio, Varese, Lecco e Como.
CIA: GRAVI DANNI PER L'AGRICOLTURA - Secondo i primi calcoli, il maltempo ha creato danni per decine di milioni di euro. La Confederazione italiana agricoltori segnala diverse aziende agricole invase dalle acque. Molte le frane, intere colture distrutte, oliveti, vigneti, frutteti, orti sono stati sommersi dall'acqua. Macchinari agricoli coperti dal fango e in alcuni campi dove da poco si era seminato "c'è il rischio della risemina". Non è andata meglio per il settore zootecnico. Danni agli allevamenti: la neve e la pioggia, sottolinea la Cia, hanno reso impraticabili molte strade di campagna che conducono alle imprese agricole. E sono in forte pericolo gli approvvigionamenti (mangime e foraggio) per il bestiame, mentre si cominciano a verificare non poche difficoltà nel trasporto del latte.