Il Sole 24 Ore
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17 gennaio 2008

Caso Englaro: il ministro Sacconi indagato a Roma


Il ministro del welfare, Maurizio Sacconi, è stato indagato dalla Procura di Roma con l'accusa di violenza privata, in merito al caso di Eluana Englaro. Gli atti, predisposti in seguito a una denuncia dei radicali, sono stati inviati per competenza al Tribunale dei Ministri che dovrà valutare la fondatezza delle accuse.

Secondo quanto si sottolinea a piazzale Clodio l'avvio dell'inchiesta è «un atto dovuto», in seguito alla querela presentata nei confronti di Sacconi. Nella denuncia presentata dai Radicali e depositata alcune settimane fa dall'avvocato Giuseppe Rossodivita, si ipotizzava il reato di violenza privata aggravata nei confronti dei sanitari della casa di cura Città di Udine e chiedeva di verificare in che termini le affermazioni di Sacconi avessero impedito di dar corso al decreto della corte d'appello di Milano.«A nostro parere dopo le verifiche del tribunale dei ministri gli atti dovranno essere mandati alla giunta delle autorizzazioni a procedere - ha detto l'avvocato Rossodivita - pensiamo che sarebbe giusto che Sacconi non si trincerasse dietro i benefici delle attribuzioni del parlamentare e del ministro e si lasciasse, nel caso, processare».

Il ministro Sacconi, in una nota, ha sottolineato che «di fronte all'ennesimo tentativo di conferire dimensione penale alla legittima azione politico-amministrativa, segno della non risolta anomalia italiana, ribadisco la mia serenità in quanto ho assunto con scienza e coscienza l'atto di indirizzo rivolto all'intero Servizio sanitario nazionale. Ho ritenuto mio dovere farlo perche' Ponzio Pilato non fu certo un esempio di buon governo». Il ministro ha aggiunto di aver preso a fondamento della sua determinazione il parere del Comitato nazionale di bioetica e la Convenzione dell'Onu sui disabili, il cui disegno di ratifica è all'esame del Parlamento. «Non ho compiuto atti "violenti" verso alcun erogatore sanitario - ha precisato il ministro - per cui attendo fiducioso la rapida conclusione di questa iniziativa giudiziaria, per la quale l'intento dei querelanti appare - esso sì - intimidatorio».

17 gennaio 2008

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