«Mi mette tristezza che un presidente del Consiglio che dovrebbe difendere il lavoro dei cittadini, compresi i mille di Tiscali o i lavoratori dell'Eurallumina di Portovesme, lanci accuse false, certamente comprendenti anche il reato di aggiotaggio per società quotate, mettendo a rischio la serenità delle persone». A dirlo è l'ex presidente della Regione Sardegna, Renato Soru. Il fondatore dell'internet company fa riferimento alle dichiarazioni del leader del PdL Silvio Berlusconi che durante una trasmissione delle reti Mediaset aveva detto: «Se io nelle mie aziende avessi licenziato come ha fatto Soru in Tiscali? Innanzitutto avrebbero sbandierato il mio conflitto d'interessi e comunque se io fossi stato un imprenditore fallito come lui, non avrei osato nemmeno presentarmi alle elezioni».
Secche le affermazioni in risposta di Soru: «Non ho nessuna paura di lui - ha spiegato - e tantomeno della sua presenza in Sardegna. Mi convinco sempre di più che perderà queste elezioni e che in Sardegna perderà pure la faccia». Soru non ha risparmiato al premier paragoni storici: «Mi ricorda Caligola - (l'imperatore sanguinario che fece senatore il suo cavallo, ndr) ha affermato anche per le modalità con cui sceglie i suoi collaboratori». E ancora: provo «una pena infinita per quest'uomo di 73 anni, per tutti noi e per l'Italia: meritiamo un rappresentante migliore nella massima carica del Governo».
«Viviamo in un'Italia», ha aggiunto l'ex governatore della Sardegna, «in cui a lui tutto è permesso in questo momento, a questo presidente del Consiglio che fa finta di non sapere che c'è una crisi economica e finanziaria mondiale in cui la sua stessa azienda ha perso, nell'ultimo anno, il 60% del suo valore in Borsa. Lui è al di là del bene e del male, al di là di tutti. Pur di vincere è disposto a passare sopra qualunque cosa, ben coperto dallo scudo del Lodo Alfano». «Fra le accuse personali che mi ha rivolto, rileva il fatto che parla di bilanci dell'azienda che ho fondato. È impressionante sentire lui che parla di bilanci, lui che si è preoccupato di cancellare il reato di falso in bilancio con la prima di una serie di leggi ad personam», ha aggiunto Soru, lamentando il fatto, tra l'altro, «che i tg nazionali hanno dedicato al premier sulle elezioni in Sardegna un'ora e 29 minuti e a lui 1 minuto e 20, senza neppure far sentire la mia voce», ha precisato in riferimento agli ultimi dati diffusi dal centro di ascolto sull'andamento della campagna elettorale, definita «truccata al di fuori di ogni regola». Secondo Soru, il forte impegnoo manifestato da Berlusconi per questa campagna elettorale denota «un interesse a una regione sotto controllo, senza voce, che parla per comando e che dice cose suggerite». «Hanno bisogno di una regione in silenzio per quando si parlerà di federalismo fiscale e di zone franche, di servitù militari e quando si tratterà di portare avanti i progetti del Governo sul nucleare», ha concluso Soru. «La Sardegna appare il luogo ideale per questo investimento, compreso il deposito di scorie».