Gli studenti dell'Onda «sono dei guerriglieri e come tali verranno trattati». Ha suscitato un vespaio la frase pronunciata dal ministro della Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta, a margine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi proprio sui temi della scuola tenuta insieme al ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Secondo Brunetta, il mondo della scuola non sta tanto protestando quanto mettendo in atto «ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte della associazione Onda. Ma vedo - ha aggiunto - che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli studenti l'Onda non esiste. Sono un democratico e quindi credo molto più al voto che alle azioni di guerriglia. L'Onda non l'ho vista nelle recenti elezioni degli studenti - ha ribadito - quindi sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri». Il riferimento di Brunetta è agli scontri tra studenti e forze dell'ordine che si sono verificati ieri a Roma nei pressi dell'Università La Sapienza. Più tardi, al microfono di Sky Tg24, ribadisce la sua posizione, virando. «Mi son sbagliato, gli studenti dell'onda non hanno neanche la dignità dei guerriglieri. I guerriglieri sono una cosa seria». E riparte all'attacco. «Questi sono quattro ragazzotti in cerca di sensazioni violente - ha spiegato il ministro - che non rappresentano nessuno, che fanno perdere tempo alla polizia e che non si sono presentati alle elezioni».
Meloni: «La definizione di guerriglieri è fin troppo nobile». Più tardi entra in campo anche il ministri della gioventù Giorgia Meloni, per la quale «i centri sociali, i collettivi si sono impossessati del nome "L'Onda", originariamente rappresentativo di un movimento spontaneo e non violento, e utilizzano ora quella firma come un passamontagna per coprire agli occhi dell'opinione pubblica il volto di sempre». Per «questa gente – ha detto il ministro Meloni - che è rimasta indietro di 40 anni, la definizione di guerriglieri utilizzata dal ministro Brunetta è fin troppo nobile». Per la Meloni « in quasi tutte le università italiane resistono sacche di violenza ideologica e odio politico che pensano di stabilire chi può volantinare, dove si deve manifestare, per che cosa e contro di chi. Altrimenti sono caschi, spranghe e sassate per tutti». Ben altra questione per la Meloni «è il diritto per gli studenti di ogni ordine e grado di manifestare il proprio consenso o il proprio dissenso con la libertà di sempre, che nessuno ha mai pensato di mettere in discussione e che anzi consideriamo un elemento di ricchezza nel dibattito politico».
La reazione dell'opposizione. Immediata la reazione alle parole di Brunetta del responsabile dell'educazione del Pd Giuseppe Fioroni. «Il ministro dell'Istruzione chieda scusa, per conto del Governo, per le parole dissennate pronunciate dal suo collega Brunetta. Il ministro Gelmini, che conosco come persona moderata - ha detto Fioroni - sa bene che gli studenti rappresentano il futuro di questo Paese e che ascoltarli e dare risposte anche quando protestano, senza mai giustificare le violenze, è un dovere. Ma additare genericamente come guerriglieri gli studenti, soffiando sul fuoco e fomentando gli animi - conclude l'ex ministro della Pubblica Istruzione - è un atteggiamento irresponsabile del quale il ministro Gelmini non può rendersi spettatrice passiva».
«Buttare benzina sul fuoco, come fa il ministro anche in questa occasione, risponde ad una precisa strategia – ha commentato Rosy Bindi, vicepresidente della Camera dei deputati e parlamentare del Pd - il governo è in difficoltà e non sa come affrontare la crisi e come rispondere ai giovani che dall'Università passano al precariato e alla disoccupazione. Per distrarre l'opinione pubblica alimenta la tensione presentando chi protesta come un nemico».
«Parole incendiarie da piccolo duce», dice il capogruppo dell'Italia dei valori Massimo Donadi, che auspica immediate scuse da parte del Governo. «Le esternazioni del ministro - ha detto Donadi - sono inqualificabili e pericolose, aumentano senza motivo la tensione e il conflitto. Brunetta non si illuda di infuocare gli animi, gli studenti sono molto più maturi di lui e non cadranno in provocazioni».
Gli studenti: scuse e dimissioni immediate. L'Unione degli studenti ha chiesto le dimissioni e le «immediate» scuse del ministro Brunetta. «Un ministro della Repubblica non dovrebbe mai permettersi di definire dei giovani che esprimono il loro pensiero come dei "guerriglieri" da trattare come tali». (N.Co.)