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Strage di Bologna, intervista
a Fioravanti: la verità è un'altra

di Riccardo Barlaam

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27 aprile 2009
Giuseppe Valerio Fioravanti (D) e sua moglie Francesca Mambro in un' immagine d'archivio. (Ansa)

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Cosa dicevano quelle carte?
Erano una serie di informative della magistratura tedesca sui passaggi di alcuni cittadini tedeschi, tra cui Kram, a Bologna, nei giorni della strage. Bologna sapeva, ha sempre saputo che il 1 agosto 1980, la sera prima della strage, in un albergo della città era arrivato Thomas Kram, terrorista molto noto, collegato ai palestinesi. Perché non se ne è mai parlato fino al 2005? Per quale motivo quella pista è stata messa da parte? E' stata messa a tacere dai servizi segreti oppure dai magistrati che hanno seguito deliberatamente altre piste?

In quel faldone c'era anche una lettera del capo della polizia De Gennaro alla polizia tedesca che parlava di Kram. Una lettera datata 2001.
Proprio così. L'allora capo della polizia Giovanni De Gennaro rispondeva ai colleghi tedeschi dicendo in soldoni che aveva trovato la conferma ufficiale che gli alti gradi delle nostre forze investigative erano a conoscenza della presenza di Kram a Bologna quel giorno. In calce alla lettera c'era la richiesta di inviare copia del fascicolo alla Procura di Bologna perché, evidentemente, De Gennaro riteneva che quel particolare potesse interessare alla magistratura. Magistratura che però dal 2001 al 2005 non ha fatto niente. Fino a una serie di articoli su questa storia di Kram e della Mitrokhin.

Si può dire che il clamore mediatico per una volta ha aiutato.
Non saprei. Però è certo che dopo il 2005 la Procura finalmente ha deciso di riaprire un'inchiesta sulla strage alla Stazione. Sempre dagli atti della Mitrokhin sono stati acquisiti una serie di verbali di ex compagni di Kram, che lo definivano "esperto di esplosivi", e un collaboratore di primo piano di Carlos. Poi hanno trovato resoconti dei servizi segreti ungheresi che avevano intercettato le conversazioni tra Carlos, Kram e un'altra terrorista, Christa Margot Frohlich, arrestata nel 1982 all'aeroporto di Fiumicino con dell'esplosivo nel doppiofondo di una borsa. I tre terroristi erano insieme a Budapest nell'ottobre 1980, due mesi dopo la strage di Bologna. Un'altra coincidenza particolare è che la Frohlich, quando nel 1982 venne arrestata e la sua foto passò sui telegiornali, venne identificata da un dipendente di un albergo bolognese, che era certo che quella donna fosse stata ospite del suo albergo a poche centinaia di metri dalla stazione di Bologna proprio il 2 agosto. L'uomo si recò spontaneamente a testimoniare in questura, e la sua segnalazione, molto dettagliata, venne subito archiviata. Ma, riprendendo il filo di Arianna seguito da Matassa e Pelizzaro, di certo c'era almeno che Kram era a Bologna quel giorno (si era registrato in albergo con il suo documento), e che fosse un esperto di esplosivi.

Particolare confermato da Carlos.
Lo ha fatto qualche anno fa, in due interviste rilasciate al Messaggero e al Corriere. La sua tesi è più o meno questa: "Si è vero, Kram era un nostro uomo. Quel giorno, dopo essersi accorto di essere pedinato da qualcuno, è uscito dalla stazione di Bologna di corsa, e subito dopo la stazione è esplosa". La spiegazione di Carlos era che si trattava di un tentativo dei servizi israeliani o americani di farlo fuori...

Il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga, ex primo ministro ai tempi della strage, sostiene invece la tesi di uno scoppio accidentale.
Cossiga stesso mi ha raccontato la sua tesi che è quella di un incidente durante il trasporto di esplosivi fatto da corrieri palestinesi. E mi ha ricordato un altro particolare che io ignoravo, come la gran parte degli italiani.

Quale particolare?
Che Aldo Moro avesse stipulato un accordo segreto con i palestinesi a seguito della prima strage di Fiumicino nel 1973. Nessuno di noi si ricorda che all'Aeroporto di Fiumicino i terroristi palestinesi hanno fatto due stragi che hanno ucciso 51 persone, nel '73 e nel '85. Cossiga mi ha detto, per aiutarmi a dipanare la matassa, che c'era stato un accordo nel 1974 in base al quale i servizi segreti italiani offrivano assistenza logistica ai palestinesi e loro in cambio si impegnavano a non fare attentati sul nostro territorio. Questo accordo segreto, secondo Cossiga, che ha scritto anche una lettera alla Mitrokhin in tal senso, non è stato scritto da nessuna parte. Non è riuscito a trovarlo neanche da presidente della Repubblica. Non era stato scritto perché, secondo lui, ci avrebbe messo in difficoltà, in cattiva luce con gli alleati americani e con gli israeliani.

  CONTINUA ...»

27 aprile 2009
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