Da sottosegretario al Turismo a ministro. Silvio Berlusconi ha detto di voler «promuovere» a ministro Michela Vittoria Brambilla, attuale sottosegretario al Turismo. Lo ha annunciato il premier nel corso del Consiglio dei ministri. Dalle indiscrezioni trapelate dovrebbero anche essere nominati 3 viceministri (Roberto Castelli, attuale sottosegretario alle Infrastrutture, Adolfo Urso ora sottosegretario allo Sviluppo economico con delega al commercio internazionale e Paolo Romani, attualmente sottosegretario allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni), ai quali, sottolinea Calderoli, se ne potrebbe aggiungere un quarto.
Ma proprio sulla promozione della rossa presidentessa dei Circoli della Libertà è scoppiato però il caso politico-diplomatico. Perché, come da Costituzione, la nomina dei ministri spetta al presidente della Repubblica su indicazione di quello del Consiglio. Non a caso, a cercare di 'coprire' lo strappo causato dalla diffusione della notizia, è stato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Notoriamente poco avvezzo a dichiarazioni pubbliche, Letta questa volta ha approfittato di un incontro a Palazzo Chigi con il Niaf per assicurare non solo che Berlusconi durante la riunione dell'Esecutivo non ha fatto nessun nome, ma anche che il presidente del Consiglio chiederà un incontro al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, «per parlare con lui della struttura di Governo: ministri e viceministri». Letta ha poi precisato: «Noi all'inizio abbiamo rispettato la legge sul numero dei ministri».
Un riferimento, quello alla legge che limita il numero dei componenti del governo, nient'affatto casuale da parte del sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Per nominare il nuovo responsabile di un dicastero servirà un provvedimento ad hoc, un decreto in particolare: il concerto del Quirinale è quindi un passaggio doppiamente necessario.
Intanto il Consiglio dei ministri ha nominato Stefano Saglia sottosegretario allo Sviluppo economico al posto di Ugo Martinat, scomparso lo scorso mese a causa di una grave malattia.