Tre emendamenti bipartisan alla legge sul testamento biologico per offrire una soluzione di «buonsenso» alla questione della nutrizione e idratazione eliminando le rigidità del testo approvato dal Senato: alimentazione idratazione sono sì «assicurate» al paziente in quanto forme di sostegno vitale, ma al contrario di quanto deciso al Senato le dichiarazioni espresse dal paziente che rifiuti quei trattamenti devono considerarsi «impegnative» per il medico e dunque vincolanti.
«Si è mossa una sorta di anonima deputati», scherza il primo firmatario dei tre emendamenti Eugenio Mazzarella, Pd. Ma certo l'aria che tira alla Camera è molto diversa da quella che ha portato il Senato a votare una legge che Gianfranco Fini ha definito da «Stato etico», e la fronda laica tra i deputati del Pdl è piuttosto ampia. Secondo l'ex radicale Benedetto Della Vedova i dissenzienti del Pdl a Montecitorio sarebbero una cinquantina. Tradizionalmente più folta, rispetto al Senato, la schiera dei cosiddetti "liberal" di centro-destra: Stefania Prestigiacomo e Gaetano Pecorella, per fare due nomi noti, hanno già espresso le loro perplessità. E naturalmente alla Camera l'influenza del presidente Fini tra i suoi si fa sentire di più. «Andrebbe respinto qualsiasi tentativo di condizionamento della libera coscienza dei parlamentari - puntualizza il deputato Adolfo Urso, finiano doc nonché viceministro alle Attività produttive - in nome del principio della distinzione tra sfera dello Stato e quella della Chiesa».
Insomma, dopo l'affondo di Fini al congresso fondativo del Pdl («siamo sicuri che la legge approvata in Senato è da Stato laico? A me pare da Stato etico») si cambia. Lo conferma anche il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, fin qui strenuo difensore del Ddl Calabrò così come uscito da Palazzo Madama. «Il Pdl lavora a una sintesi, si riunirà nei prossimi giorni e sulla legge elettorale ipotizzerà una sua linea. Poi, rispetto a quella linea, è consentita una libertà di coscienza».
Non solo si cambia, ma si va verso una lunga pausa di riflessione. Difficilmente il testo del testamento biologico andrà in Aula alla Camera prima delle elezioni europee. E c'è chi prospetta anche un "congelamento" fino all'autunno. Alla domanda posta da Fini al congresso Silvio Berlusconi non ha risposto. «Non è che alle domande si risponde il giorno dopo», ha svicolato lo stesso Fini. Certo il sondaggio condotto da Renato Mannheimer e pubblicato oggi dal Corriere della sera darà da riflettere al premier: sulla possibilità o meno di fermare le cure 3 italiani su 4 sono per la libera scelta del paziente, e anche tra i cattolici il 55% si dice favorevole.