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Maxi blitz anti camorra
arrestate cento persone

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19 maggio 2009
L'arresto di Ermelinda Pagano, moglie del boss Raffaele Amato (Infophoto)

Cento persone sono state arrestate all'alba in un maxi blitz anti camorra in Campania. Sono finiti in carcere gli esponenti del clan Amato-Pagano, gli 'scissionisti', contrapposti al clan Di Lauro nella faida di Scampia. A eseguire i provvedimenti polizia, carabinieri e Guardia di Finanza, impegnati dall'alba, in un'operazione interforze.

I reati contestati sono: associazione camorristica, omicidio, traffico di stupefacenti e riciclaggio di denaro. Le cento ordinanze di custodia cautelare, emesse dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Dda, seguono di tre giorni la cattura del capoclan Raffaele Amato. L'uomo, latitante dal 2006 era stato arrestato nella notte tra sabato 16 e domenica 17 a Marbella, in Spagna. Amato aveva trovato rifugio nella Penisola iberica gestendo i traffici di droga con il Napoletano, soprattutto quelli di cocaina.

Un tempo killer di Paolo Di Lauro detto `Ciruzzo `o milionario', era attualmente a capo di un cartello criminale attivo non solo nei quartieri napoletani di Secondigliano e Scampia, ma anche nei comuni di Melito, Mugnano, Casavatore e Arzano. Il latitante, considerato il capo di uno dei clan più pericolosi usciti vittoriosi dalla faida di Scampia, negli anni '90 aiutò Di Lauro a seminare morte e terrore nell'area a nord di Napoli per dimostrare l'egemonia sul territorio e il controllo delle piazze di spaccio.

L'uomo, catturato in una hall di un albergo, per sfuggire alla vendetta degli avversari e all'assedio delle forze dell'ordine, nel dicembre 2005 scappò in Spagna, dove si era rifugiato anche in precedenza. Amato venne arrestato una prima volta a Barcellona nel febbraio 2005, ma nell'aprile dell'anno successivo, mentre era ancora in attesa dell'estradizione in Italia, fu liberato.

Il capoclan è accusato di una serie di delitti consumati durante la faida di Mugnano (Napoli) nata in seno al clan Di Lauro. Una lunga scia di sangue da collegarsi alla volontà di Paolo Di Lauro di sostenere l'avvicendamento, al comando del sottogruppo di Mugnano, di Gennaro Di Girolamo a discapito di Antonio Rocco che rientrava in città dopo un periodo di detenzione.

In manette è finito anche il latitante Franco Letizia, inserito nell'elenco dei 100 latitanti più pericolosi d'Italia. L'uomo, 32 anni, è ritenuto esponente di spicco della fazione `bidognettiana' del clan dei Casalesi. Letizia è stato catturato dagli agenti della Squadra mobile di Caserta all'interno di un'abitazione in via Cilea a San Cipriano d'Aversa, nel casertano.

Il latitante, già noto alle forze dell'ordine, era irreperibile da oltre un anno ed è destinatario di due ordinanze di custodia cautelare in carcere. I provvedimenti sono stati emessi il 7 aprile 2008 e il 26 marzo 2009 dal gip presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Dda, e riguardano i reati di associazione per delinquere, estorsione e altro.

L'individuazione del rifugio è frutto di una prolungata attività d'indagine effettuata grazie a servizi di intercettazione telefonica e ambientale che si è protratta per mesi. Modalità che già aveva portato alla cattura, lo scorso 4 marzo, del padre Armando Letizia all'interno di un complesso residenziale ad Acerra, nel napoletano.

19 maggio 2009
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