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Malpensa, la Lega fa mea culpa:
«Per noi è una sconfitta»

di Andrea Franceschi

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13 maggio 2009
SONDAGGIO Malpensa farà perdere voti alla Lega?
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«L'abbandono di Malpensa è una sconfitta per la Lega». Il giorno dopo l'annuncio dei vertici Alitalia sul declassamento dell'hub varesino, Marco Reguzzoni, vice presidente dei deputati della Lega, fa mea culpa. «Siamo stati presi in giro da Cai e dai nostri alleati di Governo» spiega al «Sole24Ore.com». Da Colaninno, che all'annuncio dell'alleanza con Air France poneva come «priorità strategica riportare le rotte intercontinentali su Milano», e oggi sconfessa le sue stesse parole. Ma soprattutto dal Pdl.

«Uno dei punti dell'intesa - spiega Reguzzoni - era mantenere condizioni di libero mercato. Cioè dare la possibilità a Malpensa di svilupparsi come hub, facendo riferimento ad altre compagnie aeree» (ad esempio Lufhtansa). Ma l'approvazione al Parlamento europeo della norma che consente alle compagnie di mantenere i propri slot negli scali (anche se non utilizzati almeno all'80%) ha bloccato questa strada. E il fatto che la proposta avesse la firma del forzista (ora Pdl) Antonio Tajani, commissario ai Trasporti, sposta lo scontro all'interno della maggioranza di governo. Qualche commentatore ha addirittura sottolineato la coincidenza temporale dell'annuncio di Cai con l'approvazione del pacchetto sicurezza, su cui Maroni ha «imposto» la fiducia. Che la Lega abbia usato Malpensa come materia di scambio? «Sono invenzioni giornalistiche - ribatte Reguzzoni - difenderemo con le unghie e con i denti l'aeroporto». La parola d'ordine è liberalizzazione degli slot.

Sta di fatto che la faccenda causerà qualche mal di pancia nella base leghista. Stefano Candiani, che conosce benela questione, essendo segretario della Lega in provincia di Varese, non ritiene però di aver nulla da rimproverarsi. «Quelli che si sono fatti prendere in giro sono semmai Formigoni, il Pdl lombardo e le organizzazioni imprenditoriali locali». Certo, quando era il governo Prodi a proporre l'alleanza con Air France, il Carroccio minacciava le barricate. Mentre i toni si sono fatti più bassi quando Cai ha annunciato la stessa operazione. «Si può contestare alla Lega di aver protestato a 60 decibel o a 20, ma non di aver cambiato la propria posizione - ribatte Candiani - Noi abbiamo sempre detto che i destini di Alitalia e quelli di Malpensa dovevano essere separati. Chi ha cambiato posizione sono i nostri alleati. E del resto, con la creazione del Pdl, gli interessi si sono spostati al Sud. L'anno prossimo ci sono le regionali. Di tutto questo chiederemo il conto».

13 maggio 2009
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