«Una cosa indegna, vergognosa... Sono vicino a scoppiare». Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, si rivolge - durante la cerimonia per la festa del 2 giugno in corso al Quirinale - ad uno degli invitati per descrivere il suo stato d'animo dopo la pubblicazione delle motivazioni di condanna dell'avvocato David Mills. Berlusconi ha attraversato le sale del Quirinale a breve distanza dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, seguito dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. Tra strette di mano e saluti, il premier si è anche sfogato per le polemiche delle ultime settimane. «Sono tutte calunnie», ha detto ad uno degli invitati. «Oggi - ha aggiunto parlando con una coppia siciliana - mi hanno tirato in ballo anche per il problemuccio a Palermo. Non ne sapevo nulla ma ho inviato subito Bertolaso per risolvere». Il premier ha anche aggiunto di non aver
intenzione di riferire in Parlamento sulla vicenda di Noemi Letizia: «Ho già risposto alla domanda che era giusto pormi», ovvero sulla frequentazioni con minorenni, quindi «non credo che ci sia
bisogna di andare in Parlamento».
A più partecipanti alla festa, Berlusconi ha spiegato di essere «assediato dal mal di collo», ma non si è sottratto alle battute. «Da quanto ci conosciamo? - ha detto rivolto ad Antonio Verro, consigliere di amministrazione della Rai in quota Pdl - Da 35 anni? Beh, allora non sei minorenne...».
E ancora: vanno «perfezionate» le leggi a tutela della privacy, che «è un diritto di libertà importante, che fa parte del più grande diritto di libertà».