La Polizia sta eseguendo, a Brescia e in altre città del centro-nord Italia, un'importante indagine che ha permesso di smantellare una struttura transnazionale che, grazie a sofisticate tecniche di hackeraggio, era riuscita a penetrare all'interno dei sistemi informatici di colossi multinazionali delle telecomunicazioni per acquisirne i codici di accesso che consentono di effettuare telefonate internazionali, poi rivenduti in diversi altri Paesi, tra i quali l'Italia. Secondo l'ipotesi accusatoria, parte dei proventi dell'attività criminosa contribuiva a finanziare formazioni di matrice integralista islamica nel sud-est asiatico.
Le indagini della Digos della Questura di Brescia hanno portato complessivamente a 6 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di 5 cittadini pachistani, tutti da tempo stabilitisi in Italia, e di un hacker operante nelle Filippine. L'operazione, coordinata dal Servizio Centrale Antiterrorismo dell'Ucigos e resa possibile grazie al contributo informativo dell'Fbi, ha portato anche al sequestro di 10 phone center attivi a Brescia, Reggio Emilia, Ancona, Ascoli Piceno e Macerata e a 16 perquisizioni domiciliari nei confronti di extracomunitari di origine pachistana e marocchina ritenuti organici alla struttura smantellata.
A loro carico il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Brescia ha ipotizzato i reati di associazione a delinquere finalizzata alla frode informatica mediante accesso abusivo a sistemi informatici o telematici e detenzione e diffusione di codici di accesso ai predetti sistemi.