«In questa crisi economica globale sono in gioco grandi scelte e grandi valori. Se guardiamo alle cause della crisi e agli sforzi per superarla, è essenziale il ristabilimento dei valori morali e spirituali, che sono stati completamente assenti dalle determinazioni dei soggetti finanziari ed economici». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nell'incontro al Quirinale in occasione del summit dei leader religiosi in occasione del G8. «Se pensiamo alla necessità di ristabilire quei valori - ha sottolineato il capo dello Stato - da chi può venire un contributo fondamentale, se non dai rappresentanti delle grandi religioni mondiali?». Napolitano ha aggiunto che «non c'è prospettiva per lo sviluppo di tutti i Paesi, se non si riesce a riformulare i grandi valori di convivenza, di dialogo, rispetto e collaborazione pacifica. Sono sicuro - ha concluso - che insieme ai valori di libertà, responsabilità e solidarietà, quei valori saranno messi in rilievo dal vostro incontro».
«Si può garantire sviluppo e progresso solo attraverso uno sforzo congiunto che riunisca le economie di tutti i continenti. Non basta più una discussione e una ricerca dell'intesa ristretta al solo campo delle relazioni finanziarie ed economiche. In questa crisi economica globale sono in gioco grandi scelte e grandi valori», ha continuato il Presidente.
In apertura dell'incontro, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha evidenziato che il summit che si apre oggi a Roma ha «un rilievo significativo che non può sfuggire a nessuno». Il Capo dello stato ha ricordato che «nel passato per molti anni le riunioni dei capi di stato e di governo avevano luogo nel formato più ridotto del G7, in cui erano rappresentati solo i paesi più industrializzati, potremmo dire più ricchi ed erano rappresentate solo alcune religioni del mondo. Oggi invece - ha detto - il panorama è profondamente cambiato».
Il presidente ha sottolineato che a L'Aquila, nella terza giornata del summit «parteciperanno a pieno titolo grandi e popolosissimi paesi che stanno emergendo sulla scena mondiale. Parteciperanno anche rappresentanti del continente più afflitto da guerre, sfruttamento, povertà e fame: l'Africa». Napolitano ha anche detto che «oramai è evidente che per la crescita economica mondiale non bastano più intese tra pochi paesi industrializzati».