ILSOLE24ORE.COM > Notizie Italia ARCHIVIO

Ecco perché l'emergenza rifiuti in Sicilia non è affatto risolta

di Giuseppe Oddo

Pagina: 1 2 di 2 pagina successiva
commenti - |  Condividi su: Facebook Twitter|vota su OKNOtizie|Stampa l'articoloInvia l'articolo|DiminuisciIngrandisci
24 giugno 2009

Non è per niente rientrato, in Sicilia, l'allarme rifiuti. Se per un verso le cataste di immondizia sono momentaneamente scomparse dal centro di Palermo, per l'altro è andato aggravandosi lo stato di dissesto del sistema di raccolta e smaltimento a livello regionale. L'emergenza potrebbe pertanto tornare a colpire in modo ancora più virulento. Se a fine mese i lavoratori non saranno puntualmente pagati, gli scioperi finiranno di nuovo per mandare in tilt il servizio e la spazzatura tornerà ad accumularsi per strada in pochi giorni. Questo vale per l'Amia, l'azienda di proprietà del Comune di Palermo che gestisce la raccolta nel capoluogo di regione, ma vale anche per buona parte dei 27 Ato (Ambiti territoriali ottimali) preposti alla gestione dei rifiuti nell'Isola.

La questione dei fondi del Governo
Il neopresidente dell'Azienda per l'igiene ambientale di Palermo, Gaetano Lo Cicero, ha accettato l'incarico nelle scorse settimane a condizione che il Comune-azionista gli garantisca gli stipendi di giugno. Ma l'Amia è un malato grave. Il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, ha chiesto al Governo nazionale un assegno di cento milioni di euro per far fronte all'emergenza e finora da Roma non è arrivato nemmeno un cenno di risposta. Cammarata dunque rischia di restare con il cerino in mano. L'Amia ha già ricevuto dal Comune, sotto forma di aumento di capitale, un'iniezione da 80 milioni di euro (di cui 50 già versati) che il Comune ha a sua volta ottenuto dal Governo nel dicembre 2008. Come possa lo stesso Governo rimettere mano al portafogli dopo avere sborsato un importo del genere appena sei mesi fa non è per niente chiaro né scontato. La Lega di Bossi potrebbe opporsi a un provvedimento del genere. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, non fa certo salti di gioia al pensiero di dover trovare altri soldi per giunta in assenza di un piano di ristrutturazione dell'Amia che elimini le fonti di perdita.
Non parliamo poi delle difficoltà che Lo Cicero sta avendo per chiudere e approvare il bilancio al 31 dicembre 2008. Per la Procura di Palermo i conti dell'Amia sono falsi e non da ora. Il magistrato che ha in corso l'inchiesta e ha indagato i vecchi amministratori dell'Amia ha drizzato le antenne per capire dove sta andando a parare il nuovo consiglio d'amministrazione. E questo complica il lavoro di Lo Cicero, perché nel bilancio della società "ballano" svariate decine di milioni di euro.
Insomma, la situazione resta grave nonostante il sindaco di Palermo continui a confidare nell'amicizia di Silvio Berlusconi e in un tempestivo intervento del presidente del Consiglio che salvi dal tracollo la giunta di centro-destra.

Tutta l'isola invasa dalla spazzatura
L'emergenza, però, come dicevamo, va ben oltre Palermo. Dalla città è già arrivata ai Comuni limitrofi e ha cominciato a contagiare altre province della Sicilia. Alle porte di Palermo la situazione è al limite dell'ordine pubblico. Tant'è che la Regione è pronta a erogare crediti ai Comuni travolti dall'emergenza, sotto forma di anticipazioni di cassa sui trasferimenti futuri. Un modo per evitare che la situazione sociale degeneri. Bagheria da oltre una settimana è invasa dalla spazzatura per il dissesto del Coinres. Il consorzio che riunisce ventidue Comuni del palermitano come Villabate, Ficarazzi e Bagheria è una fabbrica di debiti. Ma anche a Enna il livello della spazzatura è in aumento. E corre un rischio analogo Messina: la città peloritana, dal primo luglio, non potrà più trasferire i rifiuti nella discarica di Mazzarrà Sant'Andrea, prossima alla saturazione. Il problema è che Messina, come del resto Palermo e diverse altre zone della Sicilia, non è ancora attrezzata per la raccolta differenziata. Se ne comincia a parlare solo ora. A Palermo sta per essere varato solo oggi un progetto pilota limitatamente a una zona del centro. E senza raccolta differenziata non c'è discarica che basti.

Gli Ato, il pomo della discordia
Insomma, soldi non ce ne sono più, le discariche sono piene e la legge impedisce di costruirne di nuove, le gare per i termovalorizzatori rischiano di andare deserte (le offerte scadono il 30 di questo mese e non s'è ancora presentato nessuno), la maggior parte degli Ato siciliani è in stato fallimentare, l'Agenzia regionale per i rifiuti e le acque li commissaria per evitare il peggio. Se non è emergenza questa…
Per di più l'assemblea regionale non ha ancora approvato il disegno di riforma degli Ato. E' su questo che è vacillata la coesione della maggioranza di centro-destra.
Il pomo della discordia è stata una proposta di legge del 2007 che avrebbe dovuto ridurre a dieci il numero degli Ato rifiuti per abbatterne costi e sprechi ed evitarne il collasso finanziario. Nel 2008, dopo l'elezione di Raffaele Lombardo a presidente, erano già pronti i decreti attuativi della legge. Ma il vecchio sistema di potere formato da Pdl e Udc ha opposto resistenza. A questo punto Lombardo è stato costretto a ritirare la vecchia legge e a elaborare un nuovo disegno di riordino del settore. Il provvedimento è stato discusso dalla commissione Territorio e ambiente della Regione. Ma la sua approvazione non sarebbe potuta avvenire senza i voti decisivi del Partito democratico. Pdl e Udc hanno infatti abbandonato i lavori della commissione, lasciando solo il presidente della Regione e il suo partito: l'Mpa. Il sistema degli Ato è infatti una formidabile macchina clientelare che garantisce posti agli amici in 27 consigli d'amministrazione, assunzioni a go-go nelle società di gestione del servizio, margini di manovra nella scelta dei fornitori su scala sia locale che nazionale e un controllo del territorio che torna utile in campagna elettorale. Su questa vicenda ha cominciato a sfaldarsi la stessa maggioranza che aveva sostenuto la candidatura di Lombardo a Governatore della Sicilia. Nello stesso tempo è stata decisa la chiusura dell'Agenzia regionale per i rifiuti e le acque e il trasferimento delle sue competenze, entro il 2010, a un nuovo dipartimento della Regione. Provvedimento che taglierebbe le ali al cuffariano presidente dell'Arra, Felice Crosta.
  CONTINUA ...»

24 giugno 2009
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Pagina: 1 2 di 2 pagina successiva
RISULTATI
0
0 VOTI
Stampa l'articoloInvia l'articolo | DiminuisciIngrandisci Condividi su: Facebook FacebookTwitter Twitter|Vota su OkNotizie OKNOtizie|Altri YahooLinkedInWikio
L'informazione del Sole 24 Ore sul tuo cellulare
Abbonati a
Inserisci qui il tuo numero
   
L'informazione del Sole 24 Ore nella tua e-mail
Inscriviti alla NEWSLETTER
Effettua il login o avvia la registrazione.


 
 

Links

 
 
 
 

-UltimiSezione-

-
-
8 maggio 2010
8 maggio 2010
08 Maggio 2010
8 maggio 2010
8 maggio 2010
 
Prendeva la pensione della madre morta. Arrestato
L'Indagine del Cnr nei mari italiani
IL PUNTO / Il dopo Scajola e gli interrogativi sul governo
Addio a Giulietta Simionato
VIDEO / Le dimissioni di Scajola (da C6.tv)
 
 
Cerca quotazione - Tempo Reale  
- Listino personale
- Portfolio
- Euribor
 
 
Oggi + Inviati + Visti + Votati
 

-Annunci-