Dieci inneschi scoperti vicino a Berchideddu, in Gallura, la prova che gli incendi nella zona hanno avuto un'origine dolosa.
Per questo la Procura della Repubblica di Sassari ha aperto un'inchiesta. A scoprire gli inneschi sono stati gli uomini del Corpo Forestale regionale.
Già nelle prossime ore ci potrebbero essere degli sviluppi: gli investigatori hanno trovato elementi indiziari definiti determinanti a carico di alcune persone. A quanto si è appreso, gli incendiari hanno agito nelle campagne di Berchideddu, nei pressi di un'azienda agrituristica. La tecnica usata è stata quella dell'innesco diretto: il fuoco è stato appiccato con un accendino ad alcune sterpaglie.
La macchina dei soccorsi, 1.500 uomini sul campo, 10 canadair e 11 elicotteri della flotta regionale, ha dovuto lottare contro una decina di roghi contemporaneamente. In Planargia e Logudoro, a 24 ore dall'incendio in cui hanno perso la vita due persone, la terra continua a bruciare. Situazione difficile nell'Oristanese: i roghi hanno lambito il centro abitato di Usellus. Nuovi focolai Nel sud Sardegna, a Dolianova e Decimomannu. Secondo una prima stima dei danni la superficie devastata dal fuoco supera i 15 mila ettari.
Vigili del Fuoco e forestali hanno lavorato tutta la notte per soffocare i numerosi focolai d'incendio ancora attivi. Per oggi si conta di chiudere tutti i fronti principali, anche grazie all'ausilio dei mezzi aerei che si sono levati in volo subito dopo l'alba. Nelle prossime ore è atteso il vento di maestrale ma, fra le condizioni favorevoli, ci sarà una temperatura più bassa di quelle registrate ieri e l'altro ieri che hanno raggiunto picchi di 45 gradi. I rangers della Forestale, intanto, hanno appurato che almeno dieci dei roghi scoppiati in questi giorni nell'isola e che hanno ridotto in fumo quindicimila ettari di boschi e macchia mediterranea, sono di origine dolosa: la magistratura ha aperto un'inchiesta per incendio doloso contro ignoti.
In Sicilia
Elicotteri della Forestale e Canadair della Protezione civile dalle prime ore di questa mattina sono in azione per spegnere tre roghi divampati in Sicilia. Nella notte due incendi sono scoppiati sul monte Pecoraro a Carini (Palermo), in località Poggio della Madonna a Baida, nel monrealese. In fumo ettari di macchia mediterranea e zone boschive anche nel messinese, a Mannello Italia.
La situazione negli altri paesi colpiti
È fermo per ora a sei morti il bilancio delle vittime delle centinaia di incendi che stanno mettendo alla prova Spagna, Francia, Turchia e Grecia e per i prossimi giorni non ci si aspetta una tregua: secondo le previsioni di rischio della Commissione Ue, guardando alle temperature in salita, l'allerta fiamme resta elevata almeno fino ai primi di agosto.
Le zone più colpite.
Corsica: circa 4.000 ettari di macchia mediterranea e foreste sono bruciati in tre incendi divampati ieri nel sud dell'isola. Secondo i vigili del fuoco uno dei roghi è stato circoscritto mentre gli altri due, presso Ajaccio, continuano ad avanzare anche se ad un ritmo meno rapido a causa del cambiamento dei venti. Tra i pompieri si contano cinque feriti leggeri, mentre sono morti alcuni cavalli, bruciate una cinquantina di auto e distrutte una decina di case. Anche se le temperature hanno superato i 40 gradi per le autorità gli incendi sono di natura dolosa.
Spagna: sei i pompieri che hanno perso la vita cercando di spegnere le fiamme, ora sotto controllo. Lo sforzo di centinaia di uomini e mezzi dell'esercito ha avuto la meglio sui due principali focolai, quello di Horta de Sant Joan, in Catalogna e quello di Mojacar (Almeria, a sud), che ha costretto a far sfollare 3.000 persone.
Grecia: situazione tranquilla. Le decine di incendi e focolai divampati nei giorni scorsi nel Peloponneso e soprattutto sulle isole di Zakynthos (Zante) e Evia, non hanno avuto conseguenze troppo pesanti. Ma questo fine settimane le temperature sono destinate a salire ulteriormente toccando i 43 gradi, e tutti i servizi antincendio sono in allerta e la popolazione invitata
alla prudenza.
Turchia: un incendio si è sviluppato nella tarda serata di giovedì nella città turistica di Bodrum, sull'Egeo. Le fiamme sono ormai sotto controllo.