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È scontro politico su Annozero
Convocata la Vigilanza Rai

di Andrea Franceschi

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27 settembre 2009

«Il Governo non vada oltre le sue prerogative in tema di informazione». Con queste parole Sergio Zavoli interviene sul caso Annozero annunciando la convocazione urgente della Commissione di vigilanza Rai che presiede. Il suo intervento giunge al termine di una giornata di forti polemiche sulla trasmissione di Michele Santoro. Ma soprattutto sulla decisione del Ministero dello Sviluppo economico che di aprire un'istruttoria sul programma, in base a una presunta violazione del contratto di servizio. La decisione ha suscitato molti dubbi. Uno fra tutti: che diritto ha il ministero di intervenire su una trasmissione della tv pubblica, di cui l'editore di riferimento è il Parlamento e non il Governo? Nessuno secondo il presidente della commissione di vigilanza Rai che a questo proposito ha deciso la convocazione urgente della Commissione di Vigilanza. Secondo Sergio Zavoli infatti solo questa, insieme all'Agcom e al Consiglio di Amministrazione della Rai ha competenza sulle trasmissioni della tv pubblica. «Non sarebbe legittimo - si legge in una nota - trasformare una facoltà di cui il Governo ha il pieno diritto, in qualcosa che configurasse atteggiamenti censori, specie quando dovessero corrispondervi indebite richieste di sanzioni, soppressione di programmi, licenziamenti».

Il Giornale e Libero lanciano sciopero del canone
Quella di oggi è stata un'altra giornata di polemiche tra maggioranza e opposizione sul tema dell'informazione, e in particolare su Annozero. Contro il programma di Michele Santoro i due quotidiani vicini al premier Libero e Il Giornale hanno lanciato oggi la proposta di disdire il canone. Una campagna definita «vergognosa» dal presidente della Rai Paolo Garimberti. E criticata anche dallo stesso viceministro Paolo Romani che, come responsabile per le comunicazioni, ha annunciato un'istruttoria contro la trasmissione di Michele Santoro.

Scajola: vertici Rai convocati il 7 o l'8 iottobre

Sempre in riferimento all'istruttoria contro Annozero, il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha fatto sapere che la convocazione dei vertici della Rai presso il Ministero dello Sviluppo Economico potrebbe avvenire nei giorni 7 o 8 ottobre. Scajola ha poi tenuto a precisare che «dal governo e, in primis, dal presidente Silvio Berlusconi, è lontanissima l'idea di censurare l'informazione nel nostro Paese». E ha proseguito: «Personalmente mi augurerei di avere una tv pubblica con una maggiore qualità, maggior serenità nell'informazione, maggior pluralismo e maggiore equilibrio. Il mezzo televisivo ha una potenza che non ha nessun altro strumento di comunicazione: entra in tutte le case ed è visto dal bambini piccolo all'anziano. È evidente che è uno strumento di comunicazione da maneggiare con cura. È per questo che negli anni il legislatore ha previsto il contratto di servizio, per questa particolarità».

Franceschini: dal Governo un'intimidazione
L'istruttoria annunciata dal Ministero dello sviluppo economico ha suscitato molte polemiche. Il segretario del Pd Dario Franceschini l'ha bollata come un'intimidazione contro la stampa libera. «È un atto assolutamente anomalo - ha dichiarato in un'intervista a Sky Tg24 - perchè esiste una commissione parlamentare di vigilanza che ha il compito di controllare il servizio pubblico». Per Giuseppe Giulietti, parlamentare e portavoce dell'associazione Articolo 21, «il governo sta commettendo un evidente abuso di potere: intende chiudere il programma di Michele Santoro». E lo stesso intende fare «con tutte quelle trasmissioni che non piacciono al presidente del consiglio editore». Ci va giù pesante Luigi De Magistris che si chiede polemicamente: «Ma stiamo parlando dell'allora ministro dell'Interno Scajola che definì Marco Biagi (il giuslavorista ucciso dalle Br ndr.) un "rompicoglioni" perchè voleva la scorta in quanto minacciato?». Il deputato Pd e vicepresidente della commissione Vigilanza Rai Giorgio Merlo chiede poi che l'esecutivo ritiri l'istruttoria, che considera al di fuori delle sue prerogative. «Chi è preposto per legge a svolgere quel lavoro - sostiene Merlo - sono la commissione di Vigilanza e l'Agcom».

27 settembre 2009
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