È stata certamente una protesta d'impatto, e del resto non potrebbe essere altrimenti, quando 200mila litri di latte si mescolano al fango. Il campo sul quale è ricaduto oggi il latte sparato dalle autobotti degli aderenti a Copagri è a Castenedolo (Brescia), proprio di fronte al caseificio Ambrosi.
Il titolare, Giuseppe Ambrosi, è anche presidente di Assolate, associazione che riunisce le aziende specializzate nella lavorazione del latte. Oggi le autobotti di Copagri si sono messe ad angolo, con i bocchettoni protesi verso il centro del campo in cui nei giorni scorsi è stato mietuto il granoturco. Gli schizzi, alle 11.39, sono partiti quasi congiuntamente e in alcuni casi hanno portato il latte a una ventina di metri di distanza. Un gesto forte, quello di Copagri e, se è vero che qualche agricoltore più giovane immortalava il latte sparato verso il cielo, i più anziani, seduti nei trattori a regolare il flusso del liquido, erano molto seri.
«Il latte - commentavano - è sempre il latte, è la vita».
Le motivazioni degli agricoltori sono forti e condivise, per la prima volta dopo le divisioni originate dalle quote latte, anche a livello europeo. «Non possiamo - spiegava oggi Roberto Cavaliere, referente per il latte di Copagri - produrre a un costo di 48 centesimi e rivenderlo a 20 di meno, per le aziende è il collasso».
Un gesto forte come quello di oggi sarà seguito da altri, forse di minor impatto visivo, ma in grado di dare forza alla battaglia di Copagri e riscuotere consenso tra la popolazione.
«Pensiamo - ha detto in merito Cavaliere - a stalle aperte, in termini concreti, la possibilità per i consumatori di venire a prendere gratis il latte in stalla da noi. È un momento difficile per le famiglie, i gesti forti sono necessari, ma non si possono dimenticare le difficoltà altrui».
Poi, verrà ridotta drasticamente, si parla di milioni di litri, la produzione di latte. Infine, la «marcia verso il confine» programmata per martedì prossimo e che porterà gli agricoltori di Copagri ai valichi di confine dove 'incontreranno i colleghi delle altre nazioni e dove è stato annunciato il 'blocco delle frontiere.
La battaglia per il latte italiano deve essere quella della tracciabilità del prodotto, ha detto il ministro per le Politiche agricole, Luca Zaia: «L'Unione Europea - ha sottolineato - deve darci la possibilità di introdurre l'origine in etichetta, la nostra istanza deve essere assolutamente riconosciuta in Europa».