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Gelmini: via gli insegnanti
che fanno politica

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14 settembre 2009


«Criticare è legittimo ma comportarsi così significa far politica a scuola e questo non è corretto. Se un insegnante vuol far politica deve uscire dalla scuola e farsi eleggere». Il giorno della riapertura delle scuole e del ritorno in classe di 8 milioni di studenti, il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, in una intervista al Corriere della Sera, sfida gli insegnanti e i dirigenti che non applicano la riforma e attacca i sindacati sui precari: «Sono state vendute illusioni, ma credo che nei prossimi cinque anni la gran parte verrà assorbita».
Quanto agli stranieri in classe "dall'anno prossimo ci sarà un limite del 30%". E questo per evitare di creare "delle classi ghetto".
Il ministro parla poi della riforma dell'università, sottolineando che «tra ottobre e novembre partirà l'esame in Parlamento, spero che il prossimo anno sia operativa».

Quello di oggi sarà un primo giorno di scuola contrassegnato dalle manifestazioni contro l'annullamento di 4.200 posti di docenti e 15mila di personale Ata e la soluzione in dirittura d'arrivo dei contratti di disponibilità: oggi saranno in piazza i sindacati della Flc-Cgil, della Gilda, dei Cobas e le associazioni dei precari. Presidi e sit-in sono stati organizzati in diverse città d'Italia, ma la maggior parte delle proteste saranno concentrate davanti al ministero dell'Istruzione.

Tagli agli organici, classi con sempre più alunni, ritorno del maestro prevalente, accorpamenti delle sedi più piccole, decurtazione dei fondi destinati agli istituti, docenti sganciati dalle attività complementari per dedicarsi solo alle lezioni. Ma anche un'ulteriore stretta sulla valutazione degli studenti: sarà un anno contrassegnato dalla politica dei risparmi e del rigore quello che da oggi in 13 regioni e poi man mano in tutte le altre, si apprestano a vivere 8 milioni di studenti ed oltre un milione tra docenti e lavoratori.

In mattinata a viale Trastevere si raduneranno i rappresentanti dei lavoratori della conoscenza Cgil: una contestazione che rappresenta il seguito di quella organizzata dallo stesso sindacato, sempre davanti al Miur, appena tre giorni fa: in quell'occasione diversi delegati del sindacato si incatenarono per rappresentare lo stato in cui sarebbe ridotta la scuola italiana.
Ancora una volta verrà ribadito il no della Cgil agli ammortizzatori proposti dal governo, ritenuti dallo stesso segretario generale di comparto espressione massima di "soluzioni parziali, insufficienti e inique".
La manifestazione andrà a sommarsi al presidio - composto da due camper, un grande gazebo e diversi striscioni contro l'operato del ministro e l'adozione dei contratti di `disponibilità' - che da lunedì scorso ha allestito il `Coordinamento precari' e che in questi giorni ha ricevuto il sostegno di molti precari (anche facenti capo ad altre associazioni) giunti a viale Trastevere da tutta Italia.

Venerdì sera i precari hanno organizzato, nell'ambito della Notte bianca, il `Gelmini dimettiti night': dibattiti ed interventi, duranti i quali è stato più volte chiesto al governo di ritirare i tagli e al ministro dell'Istruzione di dimettersi.

14 settembre 2009
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