È «letteralmente allibito» il presidente del Consiglio dalla decisione della magistratura sul Lodo Mondadori. «È una sentenza al di là del bene e del male» dice Silvio Berlusconi in una nota, «è certamente una enormità giuridica. Sappiano comunque tutti gli oppositori che il governo porterà a termine la sua missione quinquennale e non c'è nulla che potrà farci tradire il mandato che gli italiani ci hanno conferito».
I presidenti del gruppo Pdl al Senato e alla Camera Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto, e i rispettivi vicepresidenti vicari, Gaetano Quagliariello e Italo Bocchino sostengono: «la tempistica e i contenuti di una sentenza che a 20 anni dai fatti arriva con sospetta puntualità, rafforzano l'opinione di quanti, come noi, pensano che vi sia chi sta tentando, con mezzi impropri, di contrastare la volontà democratica del popolo italiano». In una nota sottolineano come il Governo Berlusconi stia affrontando «con energia e consenso largamente maggioritario la realizzazione degli impegni assunti con gli elettori e ogni emergenza». Mentre si tenta «vanamente di delegittimarne l'azione». Si tratta di attacchi, prosegue la nota «che fuoriescono dai canoni dell'opposizione democratica, dura ma rispettosa delle Istituzioni». Ma il centrodestra, assicurano «forte di un consenso chiaramente e più volte espresso dagli italiani» proseguirà «nella politica del fare e del governare, che nessun disegno eversivo potrà sconfiggere».
Già subito dopo le polemiche sul cosiddetto lodo Mondadori, il capogruppo alla Camera del partito, Fabrizio Cicchitto, aveva parlato della possibilitá di organizzare una grande manifestazione del Popolo della libertá. Proposta, che resta in piedi anche se non è stata individuata nè una data nè una location.
Il Pdl è pronto far quadrato attorno a Silvio Berlusconi e attende con il fiato sospeso il giudizio della Consulta sul Lodo Alfano.
In caso di bocciatura totale o parziale, la posizione non cambia: linea dura contro le «quotidiane aggressioni» al premier.
Il presidente della Camera Gianfranco Fini ribadisce che «la maggioranza è quella che esce dalle urne». E, parlando agli studenti dell'università Federico II a Napoli, aggiunge: «chi attacca gli arbitri imparziali previsti dal nostro sistema dimostra scarsa sensibilità istituzionale». Fini ritiene che mettere mano alla riforma della legge elettorale senza preoccuparsi delle conseguenze sulla tenuta del sistema e senza procedere alla riforma del governo sia una scorciatoia pericolosa.
Il ministro per le Riforme, Umberto Bossi non pensa «che andremo al voto», comunque, precisa «noi siamo sempre pronti anche se penso che andremo avanti a fare le riforme».
Il leader della Lega, a Trucazzano (Milano), è intervenuto per una ispezione su una futura grande opera che collegherà Milano via acqua al Po. E alla domanda se c'è un complotto contro Berlusconi ha replicato: «è un problema di mafia. Abbiamo fatto leggi fortissime contro la mafia, quindi il rischio era che se la pigliassero con Berlusconi. Le prostitute le muove la mafia». Quando gli è stato chiesto se contro Berlusconi si muove anche la magistratura ha replicato: «non so, non penso».
Dal Pd Pier Luigi Bersani riflette: «il presidente del Consiglio in questo momento è ancora in grado di afferrare il presente, di dominarlo, ma non promette un orizzonte». E quanto alle ipotesi di governo del presidente o elezioni anticipate, sottolinea che «le sorti del Parlamento sono in mano al presidente della Repubblica: qui si mette il punto e ci si ferma».
Dall'opposizione a rilanciare l'ipotesi di un governo del Presidente è Francesco Rutelli. «Se dovesse cadere il governo Berlusconi -dice- sarebbe opportuno un governo istituzionale che affronti i problemi degli italiani anzichè andare a uno scontro terrificante». L'ex sindaco di Roma non risponde alla domanda se un governo istituzionale dovrebbe essere guidato da Draghi «oggi c'è un presidente del Consiglio, se cade io starò tra quelli che dicono: anzichè scatenare uno scontro incendiario che non affronta i problemi italiani, mettiamo in primo piano questi problemi».
Secondo Pier Ferdinando Casini «che i partiti della maggioranza pensino a promuovere una manifestazione popolare a sostegno del Governo e si scaglino contro inesistenti complotti è il segno di un disorientamento inquietante». «Siamo pronti» all'eventualitá di «elezioni anticipate», dice Pier Ferdinando Casini, eventualitá che «per quanto ci riguarda non può che essere un auspicio».
«In un momento di crisi come questo andare ad elezioni anticipate sarebbe una cosa che la gente non capirebbe», avverte Emma Marcegaglia. «Abbiamo bisogno di un governo che governi, che faccia le iniziative che servono, quindi auspico che questo (le elezioni anticipate, ndr) non succeda», dice ancora la presidente di Confindustria, che precisa di non essere «d'accordo con logiche al di fuori delle maggioranze che hanno vinto le elezioni». Confindustria, spiega Emma Marcegaglia «è da sempre per il bipolarismo, perchè chi ha vinto governi e chi non ha vinto faccia opposizione seria». L'auspicio è che «la situazione governativa rimanga quella che è e che soprattutto ci sia la possibilità di fare le riforme di cui il Paese ha bisogno».