Il sindaco di Bari Michele Emiliano, voleva farlo da tempo, più o meno da quando è scoppiato lo scandalo della Global Service di Alfredo Romeo, l'imprenditore napoletano finito prima in carcere, poi agli arresti domiciliari, infine tornato libero e in attesa di giudizio con le accuse di associazione a delinquere, turbativa d'asta e corruzione. Il comune di Bari, infatti, ha chiuso i rapporti con Romeo, così a pulire i locali comunali non saranno più i lavoratori alle dipendenze di Romeo.
La scadenza naturale del contratto, per un valore di alcuni milioni di euro, sarebbe avvenuta fra due anni esatti. La giunta guidata da Emiliano ha già deliberato una nuova gara pubblica per l'affidamento del servizio, per un valore annuo superiore al milione di euro.
Naturalmente, è molto probabile che la Global Service faccia ricorso alle carte bollate rispetto a questa decisione assunta.
Quando lo scorso dicembre scoppiò la vicenda degli appalti in mezza Italia, Emiliano, ex magistrato della Dda barese, scelse un atteggiamento morbido, così decise di sospendere la validità dell'appalto che legava l'impresa campana con il capoluogo pugliese. Tuttavia, gli addetti alle pulizie hanno continuato a fare il loro lavoro, tanto che nei giorni scorsi è stato soldato con la Global Service pagamenti per quasi 700mila euro, per prestazioni effettuate fra gennaio e giugno di quest'anno.
Poi, la campagna elettorale per le amministrative e le inchieste sulle escort baresi hanno di fatto oscurato la vicenda di Alfredo Romeo. Lo scorso 9 luglio, però, una sentenza del Tar della Puglia ha accolto il ricorso presentato da alcune imprese di pulizia che contestavano il fatto che l'affidamento dei lavori di pulizia tramite Consip, senza una gara d'asta.
C'è comunque da stare certi che la vicenda non finirà qui, perché in casi analoghi la Global Service ha poi chiesto risarcimenti milionari.