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Berlusconi: per la democrazia «ghe pensi mi»

di Marco Alfieri

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13 ottobre 2009
Silvio Berlusconi e Emma Marcegagliaglia (Ansa)

«D'accordo su tutto quello che hai detto, cara Emma...».
Ride Silvio Berlusconi, chiudendo l'assemblea degli industriali di Monza e Brianza. «Il vostro programma praticamente è il nostro», quasi a riecheggiare lo spirito di Parma 2001 e a stemperare le polemiche degli ultimi giorni, mostrandosi in sintonia con il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia intervenuta poco prima. «E siccome nel governo manca un vicepresidente del Consiglio, lo propongo a te, visto che sei una specie di mio ministro honoris causa per l'Attuazione del programma…». Sala strapiena di fronte alla tribuna centrale dell'autodromo di Monza e applausi che si alzano dalla platea. Berlusconi gioca in casa, Arcore è a pochi chilometri.

«Su una cosa, però, cara Emma, non sono d'accordo», precisa a stretto giro il premier: «non si possono mettere sullo stesso piano chi attacca e chi è attaccato. Non si può fare di tutta l'erba un fascio. Io non ho mai attaccato nessuno, piuttosto è una frangia militarizzata della magistratura che lo fa da 15 anni. Nonostante questo - prosegue il Cavaliere - ho un gradimento personale del 68%, quasi mi vergogno a dirlo. In mesi di crisi, non si era mai visto». Altri applausi in sala.
«Il problema, infatti - prosegue il premier - è che c'è una sinistra italiana che continua a non accettare l'esito elettorale. D'intesa con una magistratura che sta provando a replicare il biennio '92-93, quando un'intera classe politica, con la complicità dei media, è stata spazzata via dopo averci garantito per 50 anni pace e democrazia». Applausi più timidi. «O come nel '94 - si scalda Berlusconi - quando mi recapitarono a Napoli un avviso di garanzia facendo cadere poco dopo l'esecutivo».

Oggi per Berlusconi la magistratura di Milano sta cercando il bis. La differenza è che stavolta «esiste un grande partito in cui hanno trovato cittadinanza tutte le forze anticomuniste d'Italia, tranne una piccola eccezione (l'Udc). C'è un'alleanza di acciaio tra il Pdl e la Lega, tra il sottoscritto e Umberto Bossi. E c'è un grande sostegno da parte degli italiani: non posso andare per strada - dice con una punta di narcisismo il premier - che subito mi circondano capannelli di gente che mi mostra affetto». Anche oltreconfine non mancherebbero sinceri ammiratori, chiosa Berlusconi: «pensate che i miei colleghi primi ministri mi dicono: come sei duro, Silvio. Nessun altro uomo politico al mondo avrebbe resistito alla metà degli attacchi che stai subendo tu. Quindi, cari amici imprenditori, state tranquilli, io ho la serenità e la forza di chi ha la coscienza a posto. Il governo va avanti. Piuttosto tocca a voi, che producete il miglior made in Italy, ribellarvi contro certa stampa e contro questo agire anti italiano (il riferimento è al quotidiano Repubblica che, attaccando il premier, imbeccherebbe i giornali stranieri), perché il discredito cade su tutta l'Italia, i suoi prodotti e le sue imprese. Per la democrazia e la libertà, invece, ghe pensi mì...».

Questa (lunga) parentesi è l'unico punto aspro in cui il premier Berlusconi ieri s'è lasciato andare alle polemiche, parlando per mezz'ora davanti agli imprenditori brianzoli. Per il resto, nessun riferimento al Colle, dopo il polverone degli scorsi giorni: solo voglia di toccare le corde dell'orgoglio industriale. Lo fa spesso nei momenti critici. Da un lato l'elenco «dei meriti del mio governo»: dalla riforma della Pa appena approvata dal Consiglio dei ministri a quella prossima della giustizia civile. Da quella già avviata della scuola a quella dell'università «a cui stiamo lavorando, per abolire molti corsi di laurea inutili». Dalle infrastrutture su cui quest'anno «abbiamo messo 18 miliardi di euro» alla defiscalizzazione dei premi aziendali, «che è una riforma ancora non valutata nella sua portata». Dall'altro, la celebrazione della «diplomazia commerciale» messa in campo dal suo governo a supporto delle aziende. «L'Enel in Slovacchia sul nucleare». «La differenziazione degli approvvigionamenti energetici con Eni, attraverso il consorzio South Stream, che permetterà di portare il gas siberiano in Europa bypassando l'Ucraina». «Impregilo che raddoppierà il canale di Panama, e costruirà l'autostrada che collegherà l'Egitto e la Tunisia». «La Breda Ansaldo che porterà l'Alta Velocità in Libia». «Gli stabilimenti Pirelli in Russia e gli elicotteri Agusta in Turchia». «Come agente di commercio sono bravo, eh - ridacchia un'altra volta Berlusconi - ogni tanto allo specchio me lo dico». Risata e applausi in sala.
Dunque «voi che siete i creatori del benessere del paese, approfittate che c'è un collega al governo…». Ovviamente «non mancano le difficoltà, ma ci sono davanti 3 anni abbondanti di governo. Contiamo di farcela. E poi continueremo….». Ancora applausi.

13 ottobre 2009
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