Doppi turni e tanti disagi per centinaia di bambini e ragazzi di Crotone. Da qualche settimana due scuole infatti sono state chiuse per motivi di sicurezza.
Dalla recente indagine denominata Black Mountains è emerso infatti che dal 1999 i residui tossici (in gergo tecnico cubilot) dello stabilimento industriale Pertusola non venivano smaltiti con le dovute procedure, ma venivano utilizzati nella costruzione di opere edili anche pubbliche, come parcheggi, case, centri per anziani e, appunto, due scuole: la primaria San Francesco e l'Istituto tecnico Commerciale Lucifero.
Per anni gli studenti hanno inalato sostanze tossiche pericolose, come accertato dall'indagine di Sebastiano Andò, preside della facoltà di farmacia dell'università calabra e perito nell'inchiesta Black Mountains. 290 gli studenti esaminati e nel loro sangue è stata riscontrata la presenza di cadmio, nichel, arsenico in quantità anche 70 volte superiori rispetto a chi quelle scuole non le ha frequentate. "Nessuna emergenza tossicologica acuta", tiene a precisare Andò, secondo il quale comunque le conseguenze di queste sostanze sulla salute possono anche essere serie, tanto che gli studenti dovranno sottoporsi nel futuro a controlli periodici.
Nessuno poteva immaginare cosa respiravano bambini e ragazzi stando seduti su quei banchi - dice la dirigente della primaria San Francesco Eugenia Garritani, secondo cui comunque non è possibile stabilire un'immediata correlazione fra la presenza di sostanze tossiche nella base del piazzale della scuola e la presenza di metalli pesanti nel sangue.
Sarà, ma i genitori dei ragazzi non sono per niente tranquilli e parlano di malattie e tumori sospetti.
Di questo argomento parlerà Obbligo di frequenza, in onda alle 12.45, nella puntata di sabato 17 ottobre.