«Riaprire il confronto con tutte le forze politiche per contribuire a presentare in Parlamento un progetto, ove possibile, condiviso». Un chiaro appello al dialogo sulla giustizia che stavolta non viene dal Quirinale o dal presidente della Camera bensì dalla Consulta sulla giustizia del Popolo della libertà. E lo strumento offerto all'opposizione è chiaramente una sorta di bicamerale, aperta anche al contributo di magistrati e avvocati. Da una parte si invita il governo «a voler attendere la conclusione di tali lavori prima di volere eventualmente presentare un proprio testo di riforma costituzionale»; dall'altro si fa esplicito riferimento all'esperienza della bicamerale per le riforme presieduta nel 1997 da Massimo D'Alema. «Da quel testo – si legge – pregevoli indicazioni di lavoro comune e un metodo di assoluto valore».
Il documento del Pdl arriva proprio mentre continua il pressing del premier sui suoi per approvare al più presto, con legge ordinaria, delle misure che possano tamponare gli effetti immediati della bocciatura del Lodo Alfano da parte della Consulta. L'ipotesi in queste ore allo studio di Niccolò Ghedini prevede un taglio di un quarto della prescrizione per tutti i reati indultabili, ossia commessi prima del 2 maggio 2006: una soluzione che tuttavia, oltre a bloccare i processi di Milano contro Berlusconi, avrebbe l'effetto "collaterale" di coinvolgere migliaia di processi in corso. E certo le due questioni – la riforma costituzionale e le eventuali "leggine" sui processi – agli occhi dell'opposizione democratica non possono essere separate.
Val la pena comunque di ricordare che il testo sulla giustizia elaborato dall'evocata bicamerale presieduta da D'Alema non prevedeva esattamente la separazione delle carriere e la divisione in due del Csm che vuole il centro-destra ma ci andava molto vicino: netta separazione delle funzioni tra giudici e pm e divisione del Csm in due sezioni. Il documento dà appuntamento a tutti i partiti dell'opposizione per il 4 novembre «per concordare tempi e modi di attuazione di tale proposta». E le primarie del Pd che dovrebbero incoronare il dalemiano Pierluigi Bersani alla guida del principale partito d'opposizione si svolgeranno domenica 25 ottobre.