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Con la crisi la macchina resta di più in garage

di Claudio Tucci

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8 ottobre 2009
Con la crisi la macchina resta di più in garage (Marka)


Caro greggio e crisi economica fanno tenere la macchina in garage. Da gennaio scorso sono stati percorsi, in media, 600 chilometri in meno e, pure i costi di gestione del veicolo, nel complesso, si sono ridotti, passando, nel biennio 2007-2009, da 3.339 a 3.306 euro annui (-0,9 per cento). Si spende meno per carburante (-5,2%) e, soprattutto, per l'assicurazione (-7,3%), grazie, anche, alla maggiore concorrenza che oggi esiste nel settore. In controtendenza, invece, sono invece aumentate le spese per il parcheggio (+50%) e quelle per le multe, che passano da 57 a 90 euro (+57%), a conferma, purtroppo, di stili di guida molto "discutibili", specie tra i più giovani. A sottolinearlo l'annuale rapporto Aci-Censis "Automobile 2009", presentato, a Roma, che evidenzia, tuttavia, l'inadeguatezza del trasporto pubblico locale a costituire, in tempo di crisi, una valida alternativa alla vettura privata. Anche se, rispetto al 2007, bus e tram hanno fatto registrare un incremento del 7,9% della domanda, quasi un italiano su 2 (il 46,3%) continua a rifiutare il mezzo pubblico perché, dicono, scomodo, sporco e poco pratico. Eppure, il mezzo pubblico, è quello che fa "snervare" meno in mezzo al traffico ed è, anche, a minor impatto ambientale, rispetto, per esempio, ai riscaldamenti, alle stesse autovetture e agli scarichi dei veicoli industriali.

"Meglio quindi puntare - ha dichiarato il presidente dell'Aci Enrico Gelpi - a una nuova serie di incentivi per il 2010 per favorire il rinnovo del parco veicolare con vetture a basso inquinamento e dotate dei principali dispositivi di sicurezza". Si tratta, spiega, di "piccoli, grandi aiuti" che dovrebbero essere estesi, anche, alle auto usate più moderne. Gelpi pensa, soprattutto, a una nuova stagione di "eco-incentivi" (le agevolazioni economiche per chi acquista un auto a metano elettrica, o ibrida in sostituzione di un auto euro 1 e 2), visto, anche, il grande appeal che riscuotono verso i consumatori: per oltre il 74% degli automobilisti contribuiscono a rendere il parco veicoli circolante più "ecologico" e, addirittura, in 2 casi su 3, inducono all'acquisto di auto a minore impatto inquinante.

L'auto "che vorrei", secondo la ricerca, è prevalentemente straniera (57%), utilitaria o city-car, anche usata, per le donne, berlina o Suv nuova, se il guidatore è uomo. Cresce, poi, la richiesta di vetture a Gpl (14% dei futuri acquirenti), seguita da quelle a metano (13,7%), probabilmente, spiegano dall'Aci, in virtù dell'effetto eco-incentivi e del costante incremento del prezzo della benzina. Il diesel supera il modello a benzina, anche, se con una live differenza (+1,7 punti percentuali), mentre le auto elettriche (1,2%) e ibride (3,8%), seppur in crescita, appaiono, ancora, una scelta per pochi. In calo, invece, l'interesse per optional e attrezzature elettroniche, tipo navigatore satellitare e apparecchiature video. Riscuote, ancora, interesse il lettore mp3: lo possiede il 23,5% dei patentati (+4,4 punti percentuali rispetto al 2007).

Lo studio evidenzia, infine, come, tecnologie e nuove accessori a parte, l'auto rimanga, ancora, un fattore di rischio per gli automobilisti, specie, se ragazzi. Alcol, droghe e piede troppo spinto sull'acceleratore, si confermano le cause principali di pericolo tra i giovanissimi, mentre le infrazioni più ricorrenti al codice della strada sono violazione del divieto di sosta, eccesso di velocità, parcheggio in doppia fila e mancato uso delle cinture di sicurezza. Buone notizie, invece, sul fronte incidenti: nei primi 6 mesi del 2009 sono calati del 5,4%, con una più confortante riduzione delle vittime, pari al 27,6 per cento. "Bisogna continuare su questa strada", ha commentato Gelpi, che ha ricordato, pure, citando dati Istat, come i costi sociali degli incidenti stradali nel Belpaese superino i 30 milioni di euro l'anno (circa il 2% del Pil) e nonostante la diminuzione di vittime negli ultimi anni (27,3%) siamo ancora lontani dal raggiungere l'obiettivo di una riduzione pari al 50% entro il 2010 fissato dall'Ue nel Libro Bianco del 2001.

8 ottobre 2009
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