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Mimmo, Wim e il cielo sopra Riace

di Mariano Maugeri

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11 ottobre 2009
foto di Giovanna Del Sarto
"Il volo" Le immagini del set (dal Redattore Sociale)

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Sapienza, manualità, passione, volti di giovani donne con le facce serene dei mille colori del mondo che s'incrociano nelle viuzze di questo minuscolo paese riasfaltate con la pietra dell'Aspromonte.

Riaprono le scuole, i bar, i ristoranti. I riacesi riparati a Torino rientrano in Calabria per lavorare con gli immigrati. Alla scuola elementare ci sono 17 bambini immigrati e nove indigeni. Se non fosse per gli occhi tristi di molti bambini stranieri che hanno perso i genitori, Riace sarebbe il paese più bello d'Italia. L'accoglienza dolce, come la chiama Mimmo il curdo, funziona così bene che il prefetto Mario Morcone che coordina il programma Sprar decide di allargare l'esperimento ai comuni confinanti di Stignano e Caulonia, altri 180 immigrati che hanno rinsanguato paesi fantasma. Mimmo è scatenato: trasforma i palazzi nobiliari in un albergo diffuso con un centinaio di posti letto e organizza la raccolta differenziata con due asinelli che agli ordini di una coppia di immigrati somali ed eritrei bussano ogni mattina alle porte dei riacesi per raccogliere carta, plastica e vetro: «Duemila euro per la coppia di asinelli invece che migliaia di euro per assicurazione, benzina e manutenzione di veicoli inquinanti», dice entusiasta Mimmo.

Un paradiso popolato da diavoli
Non è un processo indolore, la Calabria è sempre quel paradiso popolato da diavoli di cui parlava Benedetto Croce: e da queste parti i diavoli rispondono al nome della famiglia 'ndranghetista Ruga Metastasio, il clan di Camini che non ama i melting pot newyorkesi. Due anni fa hanno avvelenato i cani di Mimmo e il 16 marzo del 2009 hanno sparato una raffica di lupara alla porta della Taverna Donna Rosa. Una guerra strisciante, quotidiana che ha avuto il suo epilogo il 27 settembre, l'ultima notte di festeggiamenti dei rom nel santuario di San Cosimo e Damiano. Un'altra scarica di lupara che ha ucciso sul colpo Bruno Vallelonga, esponente di una cosca rivale.

Mimmo tira dritto e replica agli atti intimidatori cambiando i nomi delle vie di Riace. Ora un esponente dei Ruga Metastasio abita in una stradina intitolata al sindacalista siciliano Placido Rizzotto: «Il nome di Rizzotto questo signore lo deve tenere stampato sulla carta d'identità!».

Il cortometraggio di Wim Wenders
Piccole soddisfazioni di un sindaco combattente che in settembre ha stretto la mano a Wim Wenders, il regista tedesco sceso in Calabria per girare un cortometraggio in 3D sceneggiato da Eugenio Melloni e coprodotto dalla Regione Calabria. Il corto si chiama Il volo, una storia ambientata a Badolato, un grappolo di case appiccicate sul cocuzzolo di una montagna a una dozzina di chilometri da Riace, e racconta di un bambino calabrese che a causa dello spopolamento del suo paese non trova più compagni con cui giocare a calcio. Almeno fino a quando non arriva un gruppo di migranti con i loro figli che ripopolano le case, le scuole e i campetti di Badolato. Il bambino protagonista del cortometraggio è il piccolo Ramadullah, ormai riacese purosangue, che durante le riprese prende Wenders per mano e gli dice in inglese: «Tu non sei un uomo se non vieni a Riace». Il regista tedesco non conosceva la storia di Mimmo il curdo, del suo progetto di microeconomia locale, degli immigrati afgani e africani che parlano in dialetto calabrese. Appena mette piede a Riace, Wenders cambia sceneggiatura e rivoluziona il casting: si scusa con le comparse reclutate in defatiganti sedute a Cosenza e Reggio e ingaggia come attori gli immigrati di Riace. L'ultima scena del Volo ha come sfondo il cuore del paese di Mimmo Lucano: tutte le donne con i neonati attaccati al collo, i bambini, gli uomini di ogni razza e nazionalità sparsi a raggiera intorno alla piazza che corrono verso lo stesso punto riunendosi in un caleidoscopio di facce, di colori, di sorrisi. Un atterraggio perfetto del lungo volo di Mimmo il curdo e Ramadullah l'afgano, i due simboli di una rinascita possibile che sotto lo sguardo commosso di Wenders contemplano il cielo sopra Riace.

mariano.maugeri@ilsole24ore.com

11 ottobre 2009
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