È di un morto e 20 feriti il primo bilancio della Protezione civile campana sulla drammatica frana avvenuta sull'isola di Ischia, verso le 9 di questa mattina, quando si è staccato un costone del monte Epomeo, ricoprendo di fango la località Tresca, nel comune di Casamicciola. Sarebbe stato un torrente, ingrossandosi, a causa della pioggia battente di questi giorni a determinare la frana.
L'unica vittima è una ragazza di 15 anni, Anna De Felice. Il suo corpo è stato ritrovato fra le auto travolte dalla furia della montagna: almeno una cinquantina ferme in un parcheggio e un pulmino. Una bimba di 4 anni, è stata trasportata dalla Capitaneria di porto partenopea nell'ospedale di Napoli "Santobono" e ricoverata senza ferite preoccupanti.
Sul posto i volontari della protezione civile regionale, uomini e mezzi dei vigili del fuoco, dei carabinieri, della forestale, della capitaneria di porto e della polizia di Stato continuano a cercare. I sommozzatori della Guardia Costiera stanno scandagliando le acque che la frana ha, però, reso torbide. Si teme che qualcuno sia potuto finire in acqua essendo stato sbalzato fuori da una delle vetture coinvolte. I soccorsi del Corpo Forestale hanno già tratto in salvo una decina di persone che si trovavano dove la frana è precipitata.
Casamicciola al momento è isolata e raggiungibile solo via mare. La strada fra Forio e Ischia porto è interrotta. Difficili, dunque, le operazioni di soccorso. Bloccati i collegamenti via terra anche in altri punti dell'isola. Oltre quella che ha colpito Casamicciola, si sono verificate altre quattro frane, di minore gravità. «C'è un mare di fango - spiega Bruno Orrico, responsabile della protezione civile regionale - Stiamo cercando di ripulire velocemente le strade per agevolare i soccorsi. Abbiamo istituito una unità di crisi con i vigili del fuoco e con un elicottero stiamo sorvolando l'intero territorio per scongiurare altri smottamenti». La giunta regionale, in seduta straordinaria, ha deliberato la richiesta dello stato di calamità naturale per il comune di Casamicciola e ha stanziato un milione per gli interventi di emergenza e di messa in sicurezza del territorio interessato dalla frana.
«Fino a quando non si metterà in campo un grande progetto di manutenzione del territorio e di messa in sicurezza di tutto il nostro ambiente - ha detto il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso - continueremo a dover subire questo genere di situazioni. La Protezione civile può garantire un intervento immediato, ma ci vuole progettazione, visione di lungo respiro in modo da cominciare a fare opere di prevenzione. Con chiacchiere o interventi episodici non sapremo mai dove accadrà la prossima tragedia».
Per Walter Ganapini, assessore regionale all'Ambiente, «bisognerebbe investire almeno 2,7 miliardi di euro in questa Regione. Il servizio competente ha invece avuto a disposizione, sulla programmazione 2007 - 2013, 220 milioni di euro. Non abbiamo neanche il 10% di quanto servirebbe per investire nella generale manutenzione del territorio. Se in questo Paese, in Regione Campania la manutenzione non viene vista come strumento chiave di mantenimento del territorio e della sua qualità, come fattore competitivo, come opportunità di sviluppo di importanti tecnologie, molti nodi verranno dolorosamente al pettine. La questione del dissesto idrogeologico è il nodo più inquietante del territorio».
Non è la prima volta che Ischia è colpita da questo genere di eventi. Già nel 2006 nella frazione Pilastri cedette il costone del monte Vezzi, alimentando una frana che provocò quattro morti. Anche in quel caso le forti piogge dei giorni precedenti avevano generato la colata di fango. Non solo Ischia, ma un'intera regione dai piedi d'argilla. Secondo i dati di Legambiente, l'86% dei comuni classificati è a rischio idrogeologico in tutte le cinque province.
Per la regione Campania 464 comuni su 552 sono a rischio frana e 212 a rischio di colata rapida di fango. Per ben 2.100 chilometri quadrati di superficie regionale il pericolo frane è tra l'elevato e il molto elevato. Inoltre 179 comuni per 319 chilometri quadrati potrebbero essere interessati da esondazioni e allagamenti. Per Francesco Russo, presidente dell'ordine dei geologi della Campania: «Il fattore predominante che ha causato la frana è stata la pioggia. Si calcola - spiega - che siano caduti negli ultimi due giorni tra i 20 e i 30 millimetri di pioggia l'ora. Stiamo facendo verifiche sul posto per accertare se la frana è avvenuta in un'area già classificata come zona rossa e se possono essere intervenute azioni dell'uomo che hanno complicato lo stato dei luoghi. Il rischio idrogeologico in Campania è molto alto. Secondo l'Inventario nazionale delle frane si stima che potrebbero avvenire 23.430 frane su un territorio di 1.000 Kmq. Dopo l'alluvione di Sarno del maggio del 1998 era stata adottata e sperimentata in Campania un metodologia efficace che puntava sull'istituzione di presidi sul territorio. Questo metodo poi è stato abbandonato, non se ne comprende il motivo».