Il Pd è favorevole a una riforma della giustizia, ma non a quella presentata dalla maggioranza, che anzi deve essere ritirata. A ribadirlo è stato il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, incontrando i giornalisti a margine dei lavori della direzione.
«Siamo disponibili a parlare di riforma della giustizia, perché le cose così non funzionano», ha detto, «ma non possiamo continuare a concentrarci ogni sei mesi su provvedimenti che riguardano il premier». «Questo non è accettabile», ha sottolineato Bersani. E per questo, ha aggiunto, «invitiamo la maggioranza a ritirare il ddl» sul processo breve.
Il Partito democratico, ha assicurato, è disponibile «a discutere e a confrontarsi, purché il terreno sia sgombro da queste incombenze semestrali» e non si tratti di riforme «che piacciano» unicamente «al premier».
Bersani boccia la proposta di Pier Ferdinando Casini di riproporre il Lodo Alfano come riforma costituzionale. «Non sono un esperto, ma mi sembra che la Corte costituzionale abbia posto un problema più di fondo rispetto a quello della procedura normativa».
Nel suo intervento alla direzione del Pd Bersani ha disegnato in maniera chiara il 'suo' partito introducendo una serie di novitá nella struttura. E ha parlato di una «conferenza programmatica ogni anno con gli amministratori del Pd e di una conferenza permanente dei segretari regionali». Poi, tra gli altri, saranno organizzati una serie di forum e verrà messa in piedi una «struttura per la formazione e per i rapporti con le fondazioni».
Tra le novità, anche una conferenza per le donne da tenere a Napoli. Inoltre, la festa nazionale dovrà essere una «festa politica» e sarà strutturata come un appuntamento dedicato alla formazione e ai dibattiti. Nella sua relazione il segretario ha fatto accenno anche a questioni che in passato hanno tenuto banco nel Pd, specialmente in occasione delle primarie, ed ha insistito sulla necessitá che siano introdotti dei «filtri» per l'ingresso nel partito.
Pier Luigi Bersani ha annunciato che l'esecutivo del Pd sarà composto principalmente da giovani non parlamentari che abbiano però un po' di esperienza politica e ha fissato la convocazione di un'altra riunione della direzione per la prossima settimana, in cui renderà noti i nomi dell'esecutivo. A fianco di questo organismo di lavoro ci sarà poi un cosiddetto «caminetto», in cui saranno invitati i big del partito.
Il segretario ha poi parlato del cosidetto 'No B-day e ha chiarito che il Pd deve puntare sulle proprie manifestazioni, piuttosto che partecipare a quelle degli altri. Per quanto riguarda le manifestazioni organizzate da altri partiti - ha osservato - il Pd dovrà stabilire un «criterio generale» in modo tale che non ci debba essere ogni volta «la conta tra chi va e chi non va», con «la santificazione o la demonizzazione degli uni o degli altri».
L'uscita di Francesco Rutelli dal Pd è, secondo il segretario, «una perdita dolorosa» che «non va sottovalutata». Dopo l'abbandono di Rutelli alcuni stretti collaboratori di Bersani, come Filippo Penati, avevano espresso giudizi sminuenti sulla portata di questa uscita, provocando diverse critiche da parte di esponenti della mozione Franceschini. Bersani ha invitato a non sottovalutare la scelta di Rutelli rispetto alla quale «occorre dare una risposta politica nelle prossime settimane e nei prossimi mesi». E ha chiarito che non intende «abbandonare il progetto originario del Pd, vale a dire quello per il quale il partito non delega ad altri il dialogo con l' elettorato moderato, liberale e cattolico».