Il fenomeno è di quelli da non sottovalutare. È ripreso, questa volta con provenienza dalla Cina, il contrabbando di sigarette. L'ennesimo sequestro adopera della Guardia di Finanza milanese la dice lunga: 22 tonnellate, un bel bottino. Albania e Montenegro sono un pallido ricordo per chi ha in mente il contrabbando sulle coste della Puglia di almeno dieci anni fa.
Analisi e controlli a tappeto sul territorio lombardo e nelle Regioni confinanti hanno portato i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Milano a individuare a bordo di una nave salpata dal porto cinese di Huangpu la probabile presenza di un container contenente tabacchi lavorati esteri da introdurre in contrabbando sul territorio comunitario e nazionale.
Le investigazioni successive hanno permesso di acquisire i dettagli della spedizione: sono così state scovate 941 casse di sigarette marchio Regal (Imperial Tobacco), tra le tipologie di sigarette più costose sul mercato, sequestrate al momento dell'approdo della nave nel porto di Genova, Voltri Terminal Europa. Scattato un primo sequestro di oltre 8 tonnellate di tabacchi lavorati esteri introdotti di contrabbando, le indagini in corso mirano ad identificare gli autori del reato "che dovranno rispondere – dice il capitano della GdF Gerardo Marinelli – di contrabbando aggravato dal carattere della transnazionalità del reato: il carico di sigarette sequestrato al porto di Genova, se immesso sul mercato, avrebbe consentito ai contrabbandieri un guadagno di circa 2, 5 milioni di euro". Si è trattato solo dell'inizio. Come nel domino, sono poi scattate a catena altre operazioni fino al bottino finale di ben 22 tonnellate di sigarette di contrabbando.