«Questa non è la riforma della giustizia, non mescoliamo questioni che stanno su piani diversi». Così il presidente della Camera Gianfranco Fini, nel corso di un dibattito sul suo libro "il futuro della libertà", risponde a una domanda del direttore del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli sul ddl sul processo breve che ha iniziato oggi il suo iter in commissione giustizia del Senato.
«Faccio l'invito sommesso di non mescolare questioni che inevitabilmente vanno tenute su piani diversi - ha detto Fini -. Si può discutere sulla bontà dell'impianto del ddl. Non credo che si possa discutere che l'Italia é stata condannata più volte in sede europea per i tempi eccessivi dei processi, così come é giusto dire che ci devono essere le risorse per garantire i tempi certi».
Fini sottolinea che «la riforma della giustizia é relativa alla riorganizzazione della magistratura, al rapporto tra i poteri che la Costituzione prevede, deve riguardare l'autogoverno della magistratura, tutte questioni che possono anche verificare forti divergenze, ma non c'entrano nulla con quello di cui stiamo discutendo attualmente. Non facciamo confusione».
«Bisogna affrontare il tema delle riforme e mi chiedo: è sbagliato dire se sono condivise meglio?» ha detto il presidente della Camera. «La bozza Violante - ha spiegato Fini ricordando la proposta avanzata la scorsa legislatura per la riforma del Parlamento - potrebbe essere votata all' unanimità alla Camera e al Senato e in poche settimane diventare legge dello stato».