Sarà presentato «domani» (giovedì) il disegno di legge sul processo breve. Lo hanno assicurato i deputati del Pdl Alfonso Papa ed Enrico Costa, che oggi, con Niccolò Ghedini, hanno incontrato i rappresentanti dell'Associazione nazionale magistrati. Un confronto da loro definito «schietto e leale» e che proseguirà: «Il Pdl è aperto - ha assicurato Costa - ed auspica il contributo dell'Anm». I vertici dell'associazione magistrati, però, sono cinvinti che se il ddl sul processo breve diventasse legge «un enorme numero di processi» andrebbe buttato a mare, «e bisognerebbe dire alle vittime dei reati abbiamo scherzato».
«Già oggi sono decine di migliaia i processi che si concludono con la prescrizione» ha detto il segretario Giuseppe Cascini, sottolineando con il presidente Luca Palamara e con il presidente di Magistratura indipendente Schirò, che questo numero con la riforma sarebbe destinato inevitabilmente ad aumentare. Secondo il sindacato delle toghe l'ipotesi del processo breve «astrattamente è un'idea condivisibile», ma rischierebbe «in concreto di creare seri danni al processo penale». Senza interventi a monte, a cominciare dalla revisione delle circoscrizioni giudiziarie e dalla depenalizzazione dei reati minori oltre che a iniziative per destinare più risorse agli uffici giudiziari, «diventa impossibile concludere i processi penali in sei anni», dicono i magistrati, paventando un ulteriore rischio: il pericolo che questa ferrea scadenza per i processi penali induca gli uffici giudiziari a trasferire le risorse disponibili dal settore civile, con il risultato di indebolire ulteriormente questo tipo di processi.
Sul piede di guerra anche l'opposizione: «Se le norme che il governo si appresta a presentare presupponessero di fatto la cancellazione di processi in corso -ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani- ci opporremmo con assoluta determinazione chiamando a comuni iniziative tutte le opposizioni». Intanto, la maggioranza si muove anche per il ripristino dell'immunità parlamentare. Margherita Boniver, deputata del Pdl, ha presentato una proposta di legge costituzionale di un solo articolo che «ripristina un istituto volto a tutelate l'interesse della collettivitá, prevenendo eventuali condizionamenti del potere giudiziario sullo svolgimento della dialettica politica».