In Lombardia va in porto il primo Patto di stabilità regionale. Con questo nuovo strumento finanziario gli enti locali avranno la possibilità di sbloccare i pagamenti arretrati alle imprese, a volte fermi a mesi e mesi addietro. Questa mattina la firma dell'accordo alla presenza del Governatore della Lombardia, Roberto Formigoni e dei presidenti di Anci Lombardia, Attilio Fontana, e di Upl Lombardia, Leonardo Carioni.
Grazie all'utilizzo del meccanismo, reso possibile dall'ultima manovra finanziaria, ma rimasto inutilizzato dalle altre regioni, il Pirellone accantonerà una quota di denaro "trasferendo" la sua possibilità di spesa ai comuni. I quali, a loro volta, potranno utilizzare le risorse che già possiedono ma che, attualmente, sono bloccate dai rigidi criteri del Patto di stabilità nazionale. Il principio è quello della compensazione: se un ente risparmia e altri enti spendono, il bilancio pubblico complessivo non cambia, purché la cifra rimanga la stessa.
Così dovrà essere per la Lombardia, che potrà accantonare in favore degli enti locali qualche decina di milioni (la cifra esatta sarà messa a punto nelle prossime ore). Finora i parametri contabili del Patto hanno creato problemi agli enti locali soprattutto sul fronte dei pagamenti alle imprese, sia nel caso del conto economico, cioè delle spese correnti, sia nel caso del conto capitale, vale a dire degli investimenti, entrambi rimasti "intrappolati" nelle maglie della contabilità nazionale. Con questo nuovo metodo, che ricalcola la spesa su scala regionale, i comuni potranno affrontare i pagamenti arretrati nei confronti dei fornitori, andando incontro alle imprese in crisi.