Sono nove persone le arrestate nell'ambito di un'inchiesta su scommesse illecite che riguarda il Potenza calcio. Le richieste di arresto, firmate dal pm della direzione distrettuale antimafia Francesco Basentini coinvolgono il presidente della società calcistica, Giuseppe Postiglione, un suo collaboratore, Pasquale Giuzio, Antonio Possidente, considerato uno dei capi della famiglia mafiosa dei basilischi, Michele e Alessandro Scavone, Cesare Montesano, Luca Evangelisti (già agli arresti domiciliari), oltre al commercialista della squadra, Aldo Fanizzi, ed Ettore Todaro. Le accuse sono quelle di associazione per delinquere finalizzata alle frodi nelle competizioni sportive, un giro di scommesse illecite e altri reati in merito a una partita del campionato di Serie B del 2007-2008 e sei o sette gare del campionato di Prima divisione, girone B, della stagione 2008-2009: incontri sui quali Postiglione avrebbe scommesso conoscendo già il risultato. L'operazione anticrimine, in corso dall'alba di oggi, è condotta dai carabinieri del nucleo investigativo di Potenza.
L'arresto di Giuseppe Postiglione interrompe una parabola che per l'imprenditore e dirigente sportivo era cominciata il 16 giugno 2006, quando divenne nuovo proprietario della società lucana all'eta di 24 anni, diventando il «patron» più giovane del calcio italiano. Postiglione - proprietario di un gruppo editoriale che controlla diverse emittenti radiofoniche e televisive locali - conquistò la guida del Potenza quando la squadra partecipava al campionato di Serie C2, girone C. Un anno dopo celebrò il suo successo maggiore: la conquista della C1, campionato a cui il Potenza aveva partecipato 15 anni prima, nella stagione 1991-1992, senza più riuscire ad esservi promosso. Nella finalissima play-off, il Potenza superò il Benevento (1-0 all'andata e 1-1 al ritorno). Postiglione, il tecnico Pasquale Arleo e i giocatori furono accolti trionfalmente al ritorno a Potenza. A Postiglione si deve anche il primo vero «terzo tempo» del calcio italiano: il 12 dicembre 2007, dopo Potenza-Sambenedettese. Poi, qualcosa nel rapporto fra Postiglione e la tifoseria ha cominciato a non funzionare più bene. Ieri - durante Potenza-Rimini (2-1) - il presidente è stato contestato dagli ultras e applaudito dal resto dello stadio. Sabato, il numero uno dei lucani aveva risposto duramente a chi gli chiedeva di andarsene.
Intanto la procura federale della Figc ha già preso contatti con la procura di Potenza per acquisire gli atti dell'inchiesta. Postiglione era già stato sottoposto a un procedimento di giustizia sportiva per un illecito in Potenza-Salernitana del 20 aprile 2008, e a seguito di quella vicenda era stato inibito fino al febbraio 2009, mentre al Potenza erano stati inflitti tre punti di penalizzazione nel girone B della Prima Divisione. Ora Stefano Palazzi, capo della procura federale, intende esaminare le carte dell'inchiesta giudiziaria per valutare se vi siano le condizioni per chiedere una riapertura del processo sportivo.