Entro mercoledì il premier Silvio Berlusconi incontrerà il leader della Lega Umberto Bossi e il presidente della Camera Gianfranco Fini per verificare, dopo le polemiche e le incomprensioni dei giorni scorsi, se esiste nella maggioranza la volontà di procedere alle riforme della giustizia.
Le priorità. Cinque i punti in agenda sui quali il premeir chiederà agli alleati un impegno deciso: la riforma del processo penale e delle intercettazioni (i due provvedimenti, approvati alla Camera, sono fermi al Senato); la riforma costituzionale della giustizia; la riforma del meccanismo di elezione del Csm; la durata dei processi.
La prescrizione. Il colloquio sarà tuttavia incentrato sulla «durata del processo» e la possibilità di ridurre i termini della prescrizione. L'Italia ha subito diverse censure dagli organismi europei per la lungaggine eccessiva dei diversi gradi di giudizio. Ma è evidente che il tema è diventato un'emergenza per il Pdl dopo la bocciatura del Lodo Alfano da parte della Consulta e la ripresa dei processi milanesi che vedono imputato il Presidente del Consiglio.
Il Pd ha la sua proposta. «Noi – ha chiarito Donatella Ferranti, capogruppo del Pd in commissione Giustizia - siamo assolutamente contrari a ogni soluzione processuale tagliata su misura dei processi che riguardano una persona sola. Vogliono parlare di prescrizione? Ma allora perché non discutiamo la proposta già depositata dal Pd alla Camera che ripristina termini ragionevoli per la celebrazione dei processi e la sanzione dei comportamenti dilatori che possono mettere in atto le parti?».