Il comizio in piazza Duomo si è concluso male per Silvio Berlusconi. Dopo essere sceso dal palco, mentre stava salutando alcuni dei simpatizzanti dando loro la mano, il premier è stato colpito da un oggetto, probabilmente la miniatura del Duomo. Il presidente del consiglio perdeva sangue dal naso e dalla bocca ma non ha avuto segni di cedimento fisico: dopo essere stato disteso in macchina ha voluto uscire dall'auto per salutare la folla.

Berlusconi è stato portato al pronto soccorso dell'ospedale San Raffaele. È stato medicato e stanno facendo ulteriori controlli.
Il professor Alberto Zangrillo, medico personale del presidente del Consiglio ha disposto 15 giorni di prognosi. Secondo quanto riferito dal professor Zangrillo, il colpo inferto dall'aggressore a Berlusconi ha provocato un «trauma contusivo importante al massiccio facciale». Questo ha provocato una ferita interna ed esterna al labbro superiore e la frattura di due denti incisivi. Vista la ferita, il medico ha ritenuto di dover sottoporre il premier a una Tac dalla quale è emersa una piccola frattura al setto nasale. Di qui la decisione di trattenere «in via cautelativa» il premier per tutta la notte in ospedale e di disporre 15 giorni di prognosi.

Il premier è stato trasferito in corsia steso in barella, in maniche di camicie e tenendosi stretta sul volto la borsa del ghiaccio. Mentre veniva portato fuori dal pronto soccorso ha stretto la mano a uno del suo staff, che lo ha raggiunto in ospedale. «Sto bene, sto bene», ha esclamato.
Il premier, riferisce chi gli ha fatto visita, si è detto «amareggiato» per «questa campagna di odio nei miei confronti. Questo è il frutto - ha spiegato - di chi ha voluto seminare zizzania. Quasi me l'aspettavo...». Berlusconi a tutti ha ripetuto di essere stato nei giorni scorsi nel mirino di una campagna di veleni. «Tutti dovrebbero capire che non è possibile oltraggiare un presidente del Consiglio, questa è la difesa delle istituzioni». Al di là dell'amarezza, il Cavaliere ha sottolineato di non voler minimamente farsi impressionare dall'episodio. «Sono ancora qui e non mi fermeranno», questa la sua reazione.

L'aggressore è stato immediatamente fermato dalla polizia. Si chiama Massimo Tartaglia ed ha 42 anni. Dopo il fatto è stato portato via dalla polizia, che lo ha sottratto alla rabbia della gente. Secondo fonti investigative l'uomo sarebbe in cura da 10 anni per problemi mentali al Policlinico di Milano. Le prime ricostruzioni sull'aggressione farebbero propendere per un gesto isolato: Tartaglia era mescolato tra la folla sotto il palco in attesa di avere un autografo del premier. L'uomo, con indosso un piumino chiaro, ha atteso l'arrivo del leader del Pdl, si è fatto largo tra i sostenitori e l'ha colpito improvvisamente prima di essere bloccato dagli uomini delle Forze dell'Ordine. Il premier è salito quindi in auto col volto sanguinante per essere portato all'ospedale San Raffaele mentre l'aggressore sarebbe stato fermato e portato in questura.

In serata Tartaglia è stato formalmente arrestato con l'accusa di lesioni pluriaggravate dalla qualifica di pubblico ufficiale della parte offesa e dalla premeditazione. L'uomo infatti aveva in tasca un altro souvenir, un piccolo crocifisso, ma soprattutto una bomboletta di spray urticante al peperoncino.

Nelle ore precedenti, il comizio del premier era stato interrotto per circa un minuto a causa delle rumorose contestazioni di un gruppo di giovani che si era radunato sotto il palco di piazza Duomo. Ai primi fischi Berlusconi ha detto: «Questi sono dei ragazzi che ci contestano. Vedete perché siamo qui e siamo in campo? Perché noi queste cose non le facciamo, siamo gente libera e non rinunceremo a esprimere queste cose, vergogna, vergogna, vergogna», ha urlato Berlusconi sommerso dai fischi. I manifestanti sono stati fatti allontanare a circa una settantina di metri di distanza da dove continuano a protestare. urlando «Buffone, buffone» e «Processo, processo» contro il palco. I contestatori sono tenuti lontani da un cordone di polizia.

 

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