Prima il Governatore della Regione, poi il presidente della provincia di Milano e quindi il sindaco. I vertici degli enti locali meneghini tutti e tre sott'accusa per l'inquinamento dell'aria. E tutti e tre hanno ricevuto un avviso di garanzia dalla Procura del capoluogo lombardo, per «getto pericoloso di cose in luogo pubblico». Ossia smog. Dietro l'articolo 674 (una contravvenzione), contestato a Roberto Formigoni, Guido Podestà e Letizia Moratti (non sembrerebbe per il momento indagato Filippo Penati, anche se i fatti denunciati si riferiscono anche agli anni in cui era lui il presidente della provincia), c'è il superamento delle soglie di inquinamento all'ombra del Duomo dal 22 novembre 2007 all'autunno 2009.
«Eccolo il tanto desiderato, agognato, scongiurato avviso di garanzia», annuncia il presidente della Regione, convocando la stampa e adombrando collegamenti con le vicine elezioni regionali. Il tetto delle pm10 sarebbe stato superato «un'ottantina di volte nel 2009, ancora di più negli anni precedenti», nota il Codacons, dalla cui serie di esposti è partita l'indagine. Il pm Giulio Benedetti e l'aggiunto, Nicola Cerrato, avevano chiesto l'archiviazione un paio di settimane fa, respinta però dal gip Marina Zelante, che ha rimandato gli atti in Procura, per nuovi accertamenti. In particolare, il giudice ha chiesto di accertare quali provvedimenti Palazzo Marino e il Pirellone abbiano preso per abbassare i livelli delle polveri sottili e quante volte questo tetto sia stato superato. Nel frattempo, l'associazione dei consumatori aveva depositato un ulteriore esposto per il 2009, allegando una serie di studi sugli effetti dell'inquinamento sulla salute. Oltre ad una ricerca del 2007 del Cnr, illustrata a Montecitorio, anche una del Comune di Milano, firmata da cinque ospedali cittadini, per il progetto Poemi. Secondo il rapporto, 73 persone al giorno sarebbero ricoverate per problemi legati all'inquinamento.
«In base al decreto ministeriale del 2002, che recepisce direttive europee, in caso di superamento oltre 35 volte del livello delle pm10, sindaco e presidente della Regione devono bloccare il traffico», argomenta Marco Donzelli, avvocato Codacons. «Solo un atto dovuto, accuse da verificare», ricorda il procuratore aggiunto, Cerrato. Ma nella conferenza stampa, il governatore si chiede «se l'iscrizione nel registro degli indagati c'entri con la campagna elettorale», citando l'archiviazione nel 2006, per la stessa questione. Al Pirellone ora dicono di aspettarsi un altro avviso di garanzia per la ricostruzione della Casa della Studente all'Aquila, da parte della Regione Lombardia per 7,5 milioni. In Abruzzo, il fascicolo è per peculato e distrazione di fondi pubblici, ma è contro ignoti. «Mi chiedo se fosse necessaria l'iscrizione, in questi casi – nota Mario Brusa, avvocato del Governatore – il pm ha ampia discrezionalità». «Sono fatti precedenti la mia elezione» ricorda Podestà.