Possibile il voto, ma «serve il consenso di tutti». Il ministro dell'Interno Roberto Maroni, oggi in visita a Prato per stipulare un Patto per la sicurezza a contrasto dell'immigrazione clandestina, interviene così il giorno dopo l'annuncio di Flavio Delbono che ha deciso di dimettersi da sindaco di Bologna. «Non c'è discrezionalità, ma una legge che prevede tempi precisi. Il termine ultimo per votare il 28 marzo – ha spiegato il titolare del Viminale - è scaduto il 21 gennaio ma non mi risulta che a tutt'oggi le dimissioni siano state formalizzate». In queste ore si è comunque parlato di un provvedimento d'urgenza, come quello fatto per esempio all'Aquila, per permettere le elezioni prima della prossima finestra per le amministrative, prevista fra il 15 aprile e il 15 giugno del 2011. «Non sono contrario – ha precisato Maroni - ma prima è necessario che siano formalizzate le dimissioni. Ripeto: sono disponibile a un provvedimento d'urgenza ma in un cosa così delicata voglio il consenso di tutte le parti politiche».
Pronta la replica da Palazzo D'Accursio. Tramite il suo portavoce, Delbono ha fatto sapere che sarebbe disponibile a rimettere il suo incarico in tempo utile per consentire al governo di decretare le elezioni anticipate sotto le Due Torri. Si vedrà dunque quale sarà l'orientamento, che fino a ieri vedeva invece Delbono indicare l'approvazione del bilancio, prevista per venerdì, come deadline.
In questo quadro, i partiti stanno per ora confermando la linea emersa già ieri che vedeva un accordo pressoché generale sull'eventualità di anticipare le elezioni rispetto al 2011 e scongiurare così lo spettro di un commissariamento lunghissimo. «Credo che il grande senso democratico debba prevalere e non mi muoverei per un commissariamento per più di un anno, ma cercherei di fare andare al più presto gli elettori al voto», ha detto il ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, a San Marino per una visita di Stato. Concorde l'Italia dei Valori, che per bocca della coordinatrice regionale, Silvana Mura, dice di accogliere «con favore la disponibilità manifestata dal ministro Maroni a emanare un provvedimento ad hoc e e gli diciamo che il consenso dell'Italia dei Valori in questo senso può considerarlo come assodato». Anche il segretario del Pd locale, Andrea De Maria, ricorda l'ordine del giorno bipartisan approvato ieri dal consiglio comunale in cui si chiede al governo di potere tornare al voto il più presto possibile. L'odg è stato presentato dal leghista Manes Bernardini e firmato da tutti i gruppi consiliari.
E intanto la vicenda Delbono continua a scaldare gli animi nel Pd anche dopo le parole di Romano Prodi e le sue critiche, riportate dal quotidiano La Repubblica, sulla gestione del Pd. Su questo versante Bersani prende le distanze: «Per Prodi ho un affetto e un rispetto inattaccabili anche quando dice cose su cui non sono d'accordo». Su Delbono il segretario Pd, che ieri si era limitato poche laconiche parole («Delbono ha detto che Bologna viene prima di tutto. E' una dichiarazione che noi sottoscriviamo in pieno») - ha oggi aggiunto che Delbono «ha fatto un gesto veramente apprezzabile» avendo avuto «il coraggio di dire "prima la città", anche mentre proclama la sua innocenza. Da questo dovrebbe venire un insegnamento generale. Chi governa deve sentire questa responsabilità». Delbono, ha concluso Bersani «ci ha messo nelle condizioni di avere una reazione netta e pulita e per combattere ogni speculazione». Il presidente del Pd, Rosy Bindi, ha parlato di «situazioni che feriscono», ringraziando però Delbono «per la scelta di grande responsabilità che ha compiuto, di grande generosità nei confronti della città».
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