Croce Rossa Italiana
«Ancora non abbiamo un quadro definito delle donazioni, ma possiamo già dire che gli italiani stanno rispondendo anche questa volta con grande solidarietà» spiega il portavoce della Croce Rossa Italiana. I fondi per Haiti servono già da ora per l'emergenza: medicinali e kit sanitari innanzitutto. Mercoledì 20 gennaio partirà dall'Italia un aereo cargo con 35 tonnellate di materiale per l'allestimento di un campo a Port au prince dove lavoreranno 12 operatori. Arriveranno tende, una cucina da campo pronta per una media di 1500 pasti al giorno, generi alimentari, acqua e due impianti di potabilizzazione che depureranno una media di 8000 litri d'acqua all'ora.
Unicef
L'Unicef ha una sede operativa sull'isola. All'associazione è stato dato incarico di coordinare tutte le attività umanitarie (agenzie Onu e principali Ong) nei settori dell'acqua e dell'igiene. Dal 15 gennaio arrivano acqua, tende, alimenti per l'infanzia e altri beni di primo soccorso. Obiettivi primari sono garantire l'accesso all'acqua potabile (anche tramite la potabilizzazione delle scorte idriche), ripristinare servizi igienici di emergenza, per prevenire le epidemie, identificare e proteggere gli orfani. L'Unicef valuta in 128 milioni di dollari la somma indispensabile per garantire beni di sopravvivenza ai bambini di Haiti nei prossimi sei mesi.
Caritas italiana
Domenica 24 gennaio in tutte le parrocchie ci sarà una raccolta straordinaria per sostenere le iniziative messe in campo dalla divisione italiana di Caritas. Cibo, medicinali, acqua, tende, prodotti igienici sono le necessità immediate. Caritas Haiti e Santo Domingo sono attive dal primo giorno. Sono stati distribuiti aiuti alimentari, kit da cucina e per l'igiene, disinfettanti, 200mila coperte, materassi per 3mila famiglie, 15mila tende, generatori di corrente, taniche e pastiglie per disinfettare l'acqua. Sono stati attivati due centri mobili per le cure di base e nella prossima settimana saranno operative sei cliniche mobili. Benedetto XVI ha fatto appello alla generosità di tutti e la Chiesa italiana ha stanziato due milioni di euro dai fondi derivanti dall'otto per mille. «Poi arriverà il momento della ricostruzione - spiega Caritas Italia - come già successo nelle aree dello Tsunami, dove siamo ancora presenti dopo cinque anni»
Agire
Agire è un network che coordina 11 diverse Ong «secondo il modello del comitato d'emergenza, ovvero aprendo una consultazione tra le varie realtà valutando in tempi rapidi i singoli contributi» spiega il portavoce. In coordinamento con il Ministero Affari Esteri ha lanciato un appello di emergenza per raccogliere i fondi per i primi interventi: cibo, acqua, kit sanitari, strutture sanitarie, estrazione dalla macerie, programmi per l'infanzia, ricongiungimento familiare.
Medici senza frontiere
Tremila vittime curate e 400 interventi dal giorno del disastro a oggi: le ferite più comuni sono fratture aperte, ustioni e ferite infette che comportano l'amputazione dell'arto. Lo staff di Medici senza frontiere sul suolo di Haiti comprende 165 persone - tra medici e personale sanitario - provenienti da tutto il mondo (presto ne arriveranno altri 48) e 550 volontari locali.
Fondazione Francesca Rava - Nph
La Fondazione rappresenta in Italia Nph, organizzazione umanitaria internazionale presente ad Haiti da 22 anni. I fondi raccolti servono per interventi di emergenza sanitaria, invio di medici e il ripristino dell'ospedale pediatrico Saint Damien, l'unico dell'isola e il più grande dei Caraibi, che ha subito gravi danni dopo il terremoto.
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