E' entrato nel centro storico di Susa il chilometrico corteo dei no Tav, partiti verso le 15 dall'autoporto: i manifestanti hanno marciato lungo le statali 25 e 24. Sono più di 40mila secondo gli organizzatori, almeno 20mila secondo la Digos. Per circa un decina di minuti la folla dei manifestanti si è fermata in piazza del Sole, in pieno centro, ed è in corso un comizio in cui ha parlato per primo lo storico leader no Tav Alberto Perino: "Oggi siamo molti di più di 40mila ha urlato al megafono acclamato dalla popolazione no Tav - e sono in corso anche altre due manifestazioni in Francia una nel paese di Andai e un'altra in Spagna oltre i Pirenei. Là in Francia i sindaci non si vergogna a manifestare con la fascia tricolore, da loro non è proibito".

Perino, indicando un manifesto con un foto di Antonio Ferrentino, un tempo leader no Tav ma oggi non più, sindaco di Sant'Antonino, ha esclamato: "Toglietemi di fronte il cartello con la faccia di quella persona perchè è un traditore visto che è passato dalla parte del governo". Poi ha preso la parola Sandro Plano, il presidente del comunità montana Val Susa e Val Sangone (Pd), "oggi abbiamo smentito tutte le persone che dicono che qui i Val di Susa a a manifestare contro la Tav siamo quattro gatti. Abbiamo smentito tutti quelli che hanno detto che la nostra protesta è solo una storia. Noi siamo qui anche senza fascia tricolore. Vogliono fare un'opera che costerà alla valle dieci miliardi di euro per un linea ferroviaria che avrà una capienza non superiore alle 5mila persone. Per noi è un investimento sbagliato e pensiamo che questi soldi vadano trasferiti al miglioramento del trasporto locale". Sono centinaia le bandiere no Tav, sventolate o avvolte sulle schiene delle persone presenti in piazze. Molte le famiglie, i bambini e anche molti cani con la bandiere no Tav. Il grande corteo è entrato nel centro di Susa verso le 17. In testa un striscione lungo circa 10 metri con scritto "la valle che resiste, no Tav". A trainare la massa un grande trattore e due asini con avvolti sul dorso due striscioni con scritto "sono sempre un po' depresso continuano a chiamarmi Chiamparino e Bresso".

Lele Rizzo, leader dei movimento no Tav legato ai centri sociali ha detto: "Chiamparino diceva che loro del Pd domani faranno la marci adei 40mila (la manifestazione T Tav che si terrà domani mattina a Torino proposta dal sindaco e che ha raccolto l'adesione del Pd ma non della minoranza, ndr). Oggi stiamo dimostrando invece che 40 mila sono qui. La valle è tutta no Tav. La vera manifestazione è qui". Tra i manifestanti oltre a Paolo Ferrero leader della Federazione della sinistra, molti consiglieri regionali del suo partito, Giorgio Airaudo, segretario nazionale della Fiom - Cgil e il filosofo che è anche deputato dell'Idv Gianni Vattimo. "Sono contento di questa ampia adesione popolare ha detto il filosofo - questo significa che nonostante i bombardamenti dei media che sono pro Tav la gente non si è lasciata intimidire. Ormai è chiaro il distacco tra la volontà delle comunità locali e in grandi partiti del potere che sono contaminati dalle mafie".

Sono centinaia gli striscioni esibiti, tra cui quelli di Federazione della sinistra, Verdi per la pace, Cub, Anarchici, Auotonomi : "Alta velocità uguale mafia". In un altro: "Vento neve e gelo siamo sempre qua". Tra i cori cantati "Caro Virano (Presidente dell'osservatorio tecnico della Torino Lione, ndr) vai pure da Letta ma senza Tav vacci in bicicletta". E ancora: "Susa, stiamo arrivando e continueremo a occupare tutti i nostri presidi". Il corteo si è svolto pacificamente, poche le forze dell'ordine. Ad attendere la fiumana di gente all'ingresso della cittadina, solo una decina di carabinieri e altrettanti membri della Digos. Nonostante la temperatura sotto lo zero, centinaia di persone sono ancora in piazza del Sole ad ascoltare il comizio, che si concluderà a breve. "Siamo in tanti e continueranno a rimproverarci ha detto Alberto Perino - ma noi continueremo a occupare i nostri presidi a Susa, a Venaus e in tutti gli altri punti della Valle. Il sito S68 dell'autoporto di Susa non lo abbiamo ancora abbandonato e lì non hanno ancora trivellato. ma arriveranno e noi staremo pronti a rispondere. Sono venti anni che rispondiamo". (ApCom).

 

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