I cronisti gli hanno chiesto se questa regola debba valere solo per i reati passati in giudicato e Berlusconi replica: «Dipende da caso a caso, le persone che sono sottoposte a indagini o processi non devono venire ricomprese nelle liste elettorali. Ma se ci sono dei dubbi sulla loro colpevolezza sarà l'ufficio di presidenza a decidere caso per caso». Secondo il presidente del Consiglio, tuttavia, gli ultimi episodi di cronaca non prefigurano una nuova Tangentopoli. «Sono solo birbantelli» ha detto. Anche se il timore del capo del governo è di perdere voti «per colpa di pochi».
I servizi, inoltre, avrebbero invitato il premier a usare prudenza nelle apparizioni pubbliche, ma il Cavaliere non teme per la sua incolumità. È stato lo stesso Berlusconi a riferirlo ai cronisti, sottolineando: «I professionisti della sicurezza mi invitano ad usare una particolare prudenza. Io personalmente non temo per la mia vita, però ricevo inviti pressanti a usare prudenza nelle manifestazioni pubbliche». A chi gli chiedeva se accoglierà questi suggerimenti, ha replicato con un sorriso: «In parte...».
La cena a palazzo Grazioli
Un aperitivo e poi tutti nella sala da pranzo in compagnia di Mariano Apicella, di un tastierista, di due cantanti, una napoletana di nome Nena e una straniera. Silvio Berlusconi mercoledì sera ha organizzato una cena a palazzo Grazioli per un gruppo di senatori. «Sto così bene con voi che mi farò eleggere senatore a vita», ha scherzato con i presenti.
Il premier, come sua abitudine, ha intrattenuto i suoi ospiti intonando due canzoni in francese, ma anche una in inglese tratta dalla colonna sonora di "Un americano a Parigi". In particolare il premier si sarebbe divertito a cantare il verso che dice «come to papa», scherzando su quel «papi» divenuto celebre dalla festa di compleanno a Casoria in poi. «Mi hanno fatto lo sconto - avrebbe ironizzato - perché ormai io sono più nonno che papi». Berlusconi è tornato anche a ribadire il suo nuovo status di single. «Ora - ha scherzato - sono un buon partito e sono molto corteggiato. Ma ho poco tempo per le donne, cerco di dedicarmi ai miei figli e ai miei nipoti».
Sui giornali «solo fango, Letta al Quirinale»
Il premier si è soffermato per qualche attimo anche sui fatti di questi giorni. «Bertolaso - ha confidato ad alcuni senatori - è stato ingannato. La vergogna è stata quella di pubblicare intercettazioni che non c'entrano nulla con le inchieste». Per il Cavaliere gli stralci che compaiono sui giornali «sono solo fango. Rovinano la vita delle persone», ha sottolineato ancora il presidente del Consiglio che è tornato a difendere Gianni Letta e a candidarlo - così come ha fatto alcune sere fa durante una cena a villa Gernetto - al Quirinale.
«Cercano di farmi fuori con le indagini giudiziarie e fisicamente»
«Mi dicono che non devo andare in giro, che non devo fare campagna elettorale, che c'è ancora chi mi aspetta all'angolo per farmi fuori...». Silvio Berlusconi torna a manifestare timori sulla sua sicurezza. Lo ha fatto ieri durante una serata passata in compagnia di un gruppo di senatori. Il discorso è partito da lontano: «Già nel '94 - ha argomentato - hanno cercato di farmi fuori con le indagini giudizarie, con gli avvisi di garanzia. Poi hanno cercato di rovinare le aziende della mia famiglia, ma anche in questo non ci sono riusciti. Ed allora cercano di farmi fuori fisicamente... Non è cambiato nulla».
La storiella su Violante e D'Alema
Il Cavaliere, racconta chi era presente alla cena tenutasi a palazzo Grazioli, ha scherzato anche su questo argomento raccontando una storiella in cui Violante mette al corrente D'Alema sulla difficoltà nel riuscire ad "uccidere" Berlusconi. Ecco la scena: incendio a palazzo Grazioli, Berlusconi sale all'ultimo piano, poi si butta, ma finisce su un tendone e rimbalza sui fili dell'alta tensione. Siccome ha le scarpe di gomma non muore e anzi finisce sull'asta di una bandiera turca ma sopravvive ancora. «E alla fine - racconta ancora il premier - cosa avete fatto?, chiede D'Alema. "Abbiamo dovuto abbatterlo", risponde Violante».
Par condicio da modificare subito
«Modificare subito la par condicio». È l'obiettivo che si è posto Silvio Berlusconi. «Non è giusto - ha spiegato ieri sera ad una cena con alcuni senatori - che un partitino possa diventare un partitone...». Il premier, racconta chi ha partecipato alla serata, ha spiegato che «Casini e Di Pietro vanno molto bene perché sono sempre loro a parlare» in tv mentre nel Pd e nel Pdl «si alternano più di dieci persone diverse e il pubblico da casa non ricorda più nomi e facce». «Non è concepibile andare avanti così», ha osservato il Cavaliere che ha fornito anche dei sondaggi: «Oscilliamo tra il 39 e il 41%».
Liste elettorali, garantisti senza dare appigli all'opposizione
La formazione delle liste elettorali, a cominciare dall'appuntamento alle porte delle regionali di primavera, dovrà essere affrontato con attenzione. È quanto avrebbe ribadito ieri sera, nel corso di una cena con alcuni senatori, Silvio Berlusconi. Il leader Pdl avrebbe sottolineato la necessità nella composizione delle liste di essere sì garantisti ma senza offrire appigli all'opposizione.
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