La Francia paralizzata dagli scioperi. Governo e sindacati si dividono sui progetti di riforma: sul fronte delle pensioni, mentre il governo è deciso a far passare la riforma dei regimi pensionistici speciali, i sindacati sono ostili al previsto allineamento delle pensioni dei parastatali su quello dei privati, e in particolare al prolungamento della durata del versamento dei contributi da 37,5 a 40 anni.
Ieri sera è iniziato lo sciopero dei ferrovieri, ai quali si aggiungerà nella mattinata di oggi quello dei dipendenti della Ratp (i trasporti pubblici parigini) e di Electricité de France e di Gaz de France. Lo sciopero si annuncia duro: i sindacati puntano a raggiungere i livelli di partecipazione del 18 ottobre scorso, quando oltre il 70% dei lavoratori delle stesse aziende avevano aderito al movimento. Il 20 novembre toccherà ai dipendenti pubblici, che protestano contro i tagli nella funzione pubblica e agli stipendi. Il 29 novembre, infine, i magistrati hanno indetto uno sciopero contro la riforma della "carta giudiziaria" e in particolare contro la soppressione di alcuni tribunali.
Il governo per parte sua sembra raccogliere la sfida: il Primo ministro Francois Fillon ha dichiarato che i regimi pensionistici speciali non hanno «nessuna giustificazione» e ha evocato i «milioni di francesi che potrebbero essere privati della libertà fondamentale di spostarsi e di lavorare». Per parte sua il presidente Nicolas Sarkozy ha ribadito la sua determinazione a portare avanti le riforme, che erano parte del suo programma presidenziale: «Nessuno potrà distogliermi dal mio obiettivo. Queste riforme i francesi le hanno approvate. Ho detto loro tutto quanto prima delle elezioni per poter fare tutto quanto dopo», ha dichiarato ieri mattina davanti al Parlamento europeo, a Strasburgo.
Oltre al sostegno del presidente della Repubblica Fillon può contare anche - per il momento - su quello dell'opinione pubblica: secondo un sondaggio dell'istituto Bva, il 55% degli intervistati ritiene che lo sciopero di domani "non è giustificato" e il 68% temono una paralisi totale come quella che bloccò il paese nel 1995.
Si moltiplicano, intanto, le iniziative dei movimenti studenteschi in sciopero contro la legge di riforma delle università votata ad agosto e che conferisce maggiore autonomia agli atenei: 13 delle 85 università del paese sono totalmente o parzialmente bloccate. A Nanterre, l'università parigina dove comincio' il '68, la polizia è dovuta intervenire a due riprese per sgomberare gli studenti che bloccavano l'accesso a uno degli edifici del campus e consentire agli studenti che volevano seguire i corsi di entrarvi.