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Australia e Cina vietano le buste di plastica

di Donatella Coviello

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10 gennaio 2008

Mentre a Napoli continua l'emergenza rifiuti, dall'altra parte del mondo, i governi cinese e australiano decidono la riduzione dell'utilizzo delle buste di plastica. Martedì è stata la Cina a dare l'annuncio del programma che partirà da inizio Giugno e che prevederà anche il divieto di produrre sacchetti ultra sottili, per ridurre l'inquinamento e risparmiare risorse naturali.
Oggi è stata la volta dell'Austalia. Il ministro dell'Ambiente Peter Garrett ha dichiarato che la decisione è importante, perché le buste di plastica stanno danneggiando l'intero territorio australiano. "Quattro miliardi di sacchetti – ha spiegato Garrett – invadono il territorio australiano. Parte di essi arriva nelle discariche, ma il grosso finisce per inquinare l'ambiente, persino le spiagge prese d'assalto durante il periodo estivo".
Da aprile i governatori degli stati federati, ha spiegato il ministro, si incontreranno per mettere a punto il piano, che dovrebbe essere lanciato entro fine anno. Garrett ha aggiunto che gli australiani accoglierebbero favorevolmente l'interruzione della distribuzione dei sacchetti nei supermercati e nei negozi. Il ministro non ha specificato, però, se il suo piano è di vietare completamente l'utilizzo delle buste di plastica o di introdurre il loro pagamento.
Molti altri Paesi stanno pensando di adottare le stesse misure per la lotta all'inquinamento. Ieri il Comune di New York ha approvato un regolamento per imporre ai grandi negozi di munirsi di contenitori per la raccolta differenziata dei sacchetti di plastica. In altre città americane, invece, le buste sono già state bandite nelle drogherie. In Irlanda dal 2002 è obbligatorio il pagamento delle buste da parte dei consumatori.
L'Unione europea non ha ancora messo a punto un programma comunitario per la lotta all'inquinamento da buste di plastica, ma i singoli Paesi stanno prendendo iniziative. In Francia e Germania, per esempio, dal 2010 dovrebbe essere vietata la commercializzazione dei sacchetti. In Italia, invece, la finanziaria dello scorso anno prevede la possibilità di sostituire le buste di plastica con altre di materiali biodegradabili di origine nazionale sempre a partire dal 2010.

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