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G-7 finanziario di Tokyo: la crescita frena,
ma la recessione si può evitare

Dall'inviato Stefano Carrer

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9 febbraio 2008
Foto di gruppo al G7 finanziario di Tokyo (AP)

TOKYO - Un messaggio che vuole essere di assicurazione, ma che finisce per suscitare non poche apprensioni: è quello che esce dal G-7 finanziario di Tokyo: uno scenario globale drasticamente peggiorato in pochi mesi rende probabile un rallentamento dell'economia mondiale nel breve termine, con «downside risks» che persistono. Tuttavia i sette Grandi sottolineano che «i fondamentali a lungo termine rimangono solidi» e si aspettano che «la crescita continui nel 2008». Inoltre si impegnano a «continuare a intraprendere azioni appropriate, individualmente e collettivamente, per assicurare la stabilità e la crescita». La sfera dell'azione "collettiva" pare restare in realtà limitata a coincidenze temporali nelle mosse di alcune banche centrali per garantire abbondante liquidità ai mercati: ogni ipotesi di coordinamento delle politiche monetarie o di stimolo fiscale è stata accantonata.

Dal vertice è scaturito inoltre:1)un appello forte a una maggiore trasparenza delle istituzioni finanziarie, con una «piena e tempestiva» indicazione delle loro perdite accompagnata da misure di rafforzamento della loro base di capitale; 2)un appello all'Opec a gli altri Paesi produttori perché aumentino la produzione di petrolio; 3)una richiesta alla Cina di "accelerare" la flessibilità della sua valuta. Di particolare rilevanza è stato il rapporto preliminare del Working Group del Financial Stability Forum presieduto da Mario Draghi. Da esso si evince che siamo destinato a convivere con l'instabilità a lungo. Perciò occorrono misure a breve e a lungo:nell'immediato, trasparenza massima delle istituzioni finanziarie; più in là, forse un giro di vite sui criteri di Basilea-2.

«La parola recessione si pronuncia mal volentieri: si preferisce parlare di forte rallentamento, di fortissimo rallentamento. Nel comunicato finale si esprime il fatto di una crescita che continua. Chi vivrà vedrà». ha affermato il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, rispondendo nel corso di una conferenza stampa al termine del G7, se gli Usa possano essere considerati o meno in fase di recessione. Il segretario al Tesoro Usa, Henry Paulson, infine, ha dichiarato «I believe (credo proprio) che l'economia Usa continuerà a crescere», escludendo quindi ipotesi di recessione, tanto più dopo il maxipacchetto di stimolo approvato a tempo di record dal Congresso. Una manovra che Jean-Claude Juncker , presidente dell'Eurogruppo, ha detto che non è necessaria per l'Europa. Quanto ai tassi, il numero uno della Bce, Jean-Claude Trichet, ha detto: «Da questo vertice non è uscita né una richiesta di alzare i tassi né una richiesta di abbassarli». E non ha voluto commentare sulle interpretazioni di mercato dopo che la Bce non ha tagliato i tassi ma è sembrata segnalare una maggiore attenzione epr le esigenze della crescita economica.

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