NEW DELHI – Con una mossa mirata ad accrescere le proprie chance di aggiudicarsi un'ambita commessa da 10 miliardi di dollari, il consorzio Eurofighter ha invitato ieri l'India a partecipare alla realizzazione delle prossime versioni del suo Typhoon. L'offerta sarà ufficializzata lunedì mattina quando la holding che raccoglie l'italiana Alenia Aeronautica, la britannica Bae Systems e le succursali spagnola e tedesca di Eads, illustrerà al governo indiano le condizioni alle quali intende fornire i 126 "medium multi-role combat aircraft" richiesti dall'aeronautica militare di New Delhi. Oltre al Typhoon realizzato dal consorzio europeo sono stati invitati a partecipare alla gara d'appalto, una delle più ricche indette negli ultimi anni, anche i russi della Mikoyan con il MiG35, gli svedesi della Saab con il Gripen, i francesi della Dassault Aviation con il Rafale le americane Lockheed Martin (F-16 Falcon) e Boeing (F/A-18 Super Hornet).
"La porta per l'India è spalancata", ha spiegato Bernhard Gerwert, chief executive officer di Military Air Systems, una società di Eads Defence and Security, durante un incontro con i rappresentanti del ministero della Difesa indiano e dell'Indian Air Force. "Come parte integrante della nostra offerta di cooperazione invitiamo l'India a entrare a far parte della famiglia Eurofighter – ha aggiunto Gerwert –. Siamo interessati a instaurare un rapporto di lunga durata a livello politico, industriale e militare".
La proposta di allargare all'India la partnership nel consorzio sembra dettata dall'esigenza di rispondere nella maniera più convincente possibile a quello che, a giudicare dei requisiti contenuti nella richiesta d'offerta, si annuncia come uno dei criteri basi per l'assegnazione della commessa: contribuire alla crescita dell'industria aerospaziale locale. Tra le condizioni da soddisfare per potersi aggiudicare la partita c'è, oltre al trasferimento di tecnologia e al consenso alla produzione su licenza, anche l'obbligo a reinvestire almeno il 50% del valore del contratto nel settore indiano della difesa. Una percentuale ben superiore a quella stabilita per legge, il 30%, che accompagna ogni commessa militare estera di importo superiore a 3 miliardi di rupie, al cambio attuale poco meno di 75 milioni di dollari.
"In caso di aggiudicazione prevediamo di realizzare i primi 18 velivoli in Europa e quelli successivi, in misura mano a mano crescente, su licenza in India – spiega il vice presidente di Alenia Aeronautica Andrea Nappi –. Crediamo che la nostra offerta, rispetto a quelle di competitor con modelli meno recenti del nostro, come per esempio gli americani, possa risultare più attraente. Il programma Eurofighter Typhoon è giovane, in divenire e ha di fronte a sé un orizzonte di vita di alcuni decenni. Ci saranno in futuro nuove esigenze da soddisfare e, nel caso di un nostro successo in questa commessa, l'India potrebbe partecipare allo sviluppo dei nuovi modelli". Oggi le aziende che come Alenia Aeronautica fanno capo a Finmeccanica giocano un ruolo di rilievo nel progetto Typhoon e realizzano una percentuale che oscilla tra il 35 e il 40% in valore di ogni velivolo. "Un dato di tutto rispetto – spiega Nappi – se teniamo conto che il nostro Paese assorbe meno del 20% dei velivoli prodotti per i 4 Paesi membri".