Il Sole 24 ORE

Ricerca: Scopri le novità!
ItaliaNews 24ORE
Aggiornato alle 22.56
Martedì, 09 Febbraio 2010
ILSOLE24ORE.COM > Notizie Mondo ARCHIVIO

Energia, il ministro svedese: «Il futuro dell'Europa è nelle fonti rinnovabili»

di Paolo C. Conti

commenti - |  Condividi su: Facebook Twitter|vota su OKNOtizie|Stampa l'articoloInvia l'articolo|DiminuisciIngrandisci
27 maggio 2008

STOCCOLMA – «Il nucleare continuerà a giocare un ruolo rilevante nella politica energetica europea. Ma saranno le fonti rinnovabili, con il loro enorme potenziale inespresso, a permetterci di realizzare l'obiettivo di un'economia non più basata sui combustibili fossili».

L'agenda di Andreas Carlgren, ministro per l'ambiente del Governo svedese, è molto fitta da qualche mese a questa parte. Viaggia da un Paese all'altro per preparare il semestre di presidenza svedese dell'Unione europea, che inizierà a metà del 2009 e sarà interamente centrato sui temi ambientali. Difficile immaginare un interprete migliore per questo compito: la Svezia è da tempo una delle nazioni più virtuose in termini di politica ambientale. È stata il primo Paese europeo ad adottare una legislazione specifica e grazie ai fortissimi investimenti nel nucleare e nelle rinnovabili può contare su una rete elettrica che non fa appello ai combustibili fossili. Oggi è uno dei Paesi europei che investe di più nelle energie alternative e sta per avviare un gigantesco impianto eolico offshore che fornirà ogni anno tre terawattorra. In Svezia non esistono multe e sanzioni per chi non fa la raccolta differenziata, semplicemente perché qui sono gli stessi cittadini a protestare a gran voce quando le amministrazioni locali non si dimostrano in grado di gestirla.

In questa intervista Carlgren sostiene le scelte passate del suo Paese, che ha senza dubbio beneficiato economicamente dalla strategia di puntare sull'atomo, ma ritiene anche che in futuro saranno le fonti alternative a giocare il ruolo più importante, in Europa come sul piano globale.
«L'Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change, ndr) prevede che il nucleare possa crescere del 2% entro il 2020 rispetto all'attuale quota del 16% nella produzione globale di energia. Ma le energie rinnovabili, che già oggi contano per il 18%, possono crescere fino al 35% del totale –, sostiene Carlgren – In Europa in gap sarà ancora maggiore: le rinnovabili passeranno dall'attuale 8,5% al 20% per cento. Quanto al nucleare, che ora conta solo per qualche punto percentuale, il potenziale di crescita resta modesto».

E della recente scelta italiana di tornare a investire sull'atomo – chiediamo – cosa ne pensa?
«Ho visto spesso in passato dichiarazioni simili. Ma spesso si sono dimostrate più ottimistiche del dovuto, perché non hanno tenuto in debito conto la reale disponibilità degli investitori», ha risposto. In materia di tutela ambientale, la Svezia ha avviato negli anni 90 un programma in sedici punti per migliorare le condizioni dell'ecosistema del Paese nel giro di una generazione. Un obiettivo molto ambizioso, anche perché molti di questi aspetti non possono essere migliorati senza una forte cooperazione a livello internazionale. Le somme saranno tirate nel 2020, ma al momento la situazione non è incoraggiante. Il ministero dell'Ambiente svedese è certo di raggiungere entro quella data solo uno dei 16 obiettivi prefissati: la normalizzazione dello strato di ozono nell'atmosfera. Per molti altri non ci sono certezze, mentre per alcuni le chance di centrare l'obiettivo si stanno dimostrando esigue, come nel caso della tutela della biodiversità di animali e vegetali, la riduzione delle sostanze tossiche nell'ecosistema, la pulizia dell'aria, la sostenibilità delle foreste e, soprattutto, la riduzione dell'emissione di anidride carbonica nell'atmosfera.

La sensazione che ci ha restituito il colloquio con Carlgren è che la Svezia si sente frustrata rispetto a un gran numero di tematiche ambientali, che non possono essere affrontate se non a livello planetario. «Le nostre acque sono inquinate da una grande quantità di mercurio che arriva da altri Paesi», ha detto il ministro. «Il mar Baltico è uno dei più inquinati al mondo e non a causa nostra». Ecco perché il principale obiettivo della presidenza svedese della Ue del 2009 consisterà proprio nel convincere gli altri partner dell'Unione ad avviare una serie di azioni comuni volte a «dare vita a un'economia europea a basso tasso di combustibili fossili». Il primo obiettivo sarà concentrarsi sui cambiamenti climatici. «Lavoreremo per promuovere un accordo globale che punti alla riduzione del 35% nelle emissioni di anidride carbonica nell'atmosfera. Noi in Svezia l'abbiamo già fatto, senza per questo aver pregiudicato in alcun modo la crescita economica», ha spiegato Andreas Carlgren. Gli altri due temi della presidenza svedese saranno promuovere un'azione su vasta scala per la bonifica del mar Baltico e la tutela della biodiversità in Europa.

RISULTATI
0
0 VOTI
Stampa l'articoloInvia l'articolo | DiminuisciIngrandisci Condividi su: Facebook FacebookTwitter Twitter|Vota su OkNotizie OKNOtizie|Altri YahooLinkedInWikio
L'informazione del Sole 24 Ore sul tuo cellulare
Abbonati a
Inserisci qui il tuo numero
   
L'informazione del Sole 24 Ore nella tua e-mail
Inscriviti alla NEWSLETTER
Effettua il login o avvia la registrazione.


 

Servizi

 

Links

 
 
Premium quotidiano
 
 

-UltimiSezione-

-
-
9 febbraio 2010
9 febbraio 2010
09 fbbraio 2010
9 febbraio 2010
9 febbraio 2010
 
Radio24 / Frattini preoccupato, attacco inaccettabile
Stand affollati, 3000 visitatori
Bufere di neve da record negli Usa
Virgin lancia un aereo sottomarino
Dai jihadisti dissociati all'imprendibile Osama
 
 
Cerca quotazione - Tempo Reale  
- Listino personale
- Portfolio
- Euribor
 
 
Oggi + Inviati + Visti + Votati
 

-Annunci-

GRUPPO24OREContattiRedazione OnlineTutti i serviziI più cercatiPubblicitàMappa del network   -Fai di questa pagina la tua homepage
Il Sole24ORE su Twitter |RSS |Widget|Mobile|IPhone|My24
P.I. 00777910159 - © Copyright Il Sole 24 Ore - Tutti i diritti riservati   partners