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Ue: la Polonia non firmerà il Trattato |
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1 luglio 2008
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«L'Europa preoccupa la gente» perché al momento «non funziona» il suo ruolo di protezione: Nicolas Sarkozy, da oggi alla presidenza francese dell'Ue, annuncia che si deve «cambiare profondamente» il modo di costruire l'Europa perché la gente «comincia a chiedersi se non sia meglio proteggersi su scala nazionale». In una diretta tv Sarkozy è apparso preoccupato per la situazione generale ma non ha arretrato sui suoi programmi nè tantomeno sulla grinta con i quali li ha difesi. Sarkozy ha chiarito che la Francia intende portare fino in fondo il suo programma, o almeno provarci. E che il problema irlandese, «che rende più difficile il nostro compito», dovrà essere «circoscritto». Ma quello irlandese non sembra l'unico problema spinoso per la presidenza francese. Il presidente polacco Lech Kaczynski ha annunciato che non firmerà il Trattato di Lisbona. «Per il momento, la questione del Trattato è senza scopo», ha detto il presidente conservatore polacco al quotidiano Dziennik nella sua edizione on line. Il parlamento polacco ha ratificato lo scorso aprile il Trattato, che mira a una riforma del funzionamento delle Istituzioni dell'Unione europea. Ma la ratifica, per essere definitiva, deve avere la firma del presidente. Il rifiuto di Kaczynski assesta un duro colpo agli sforzi di Sarkozy che intendeva circoscrivere all'Irlanda il problema della ratifica del Trattato. «È difficile dire come andrà a finire» ha dichiarato Kaczynski, aggiungendo che «invece non è seria l'affermazione secondo cui senza Trattato non c'è Unione»
Questi i principali punti programmatici dell'agenda della presidenza francese .
FIDUCIA DEI CITTADINI «I cittadini hanno ragione, l'Europa preoccupa - ha detto Sarkozy sulla tv pubblica France 3 - ci sono stati errori nella sua costruzione» e ora «si deve cambiare». Sarkozy ha ricordato che l'Europa «fu costruita per fare la pace, e ha funzionato. Poi per la prosperità, e ha abbastanza ben funzionato. Quindi per la democrazia, e ha funzionato, perchè la famiglia europea si è riunita e il muro di Berlino è caduto. Ora ci si attende che protegga gli europei contro i rischi che la mondializzazione presenta. E su questo non funziona». Il no dell'Irlanda «complica il nostro compito - ha ammesso Sarkozy - ora la priorità è circoscrivere il problema agli irlandesi mentre gli altri, e penso agli amici cechi, continuano a ratificare. Andrò in Irlanda - ha spiegato - per capire che è successo e perchè, cosa si può fare. Ma non abbiamo tempo, a giugno 2009 si vota. Vedrò con loro cosa conviene fare, ma se non facciamo Lisbona siamo sotto il trattato di Nizza, senza la Croazia. Non si allarga più se non siamo capaci di darci delle istituzioni. Credo che il nostro interesse sia allargarci ai Balcani, ma non ci si può allargare demolendo l'Europa». Tre le proposte lanciate dal presidente alla vigilia dell'inizio del semestre Ue: energia nucleare con impulso alla costruzione di generatori di nuova generazione, energie rinnovabili e programma di economia di energia. AMBIENTE Oltre al taglio del 20% dell'emissione di Co2 rispettato da tutti i membri, Sarkozy proporrà ai partner di abbassare al 5,5% l'Iva sui prodotti ecologici, dall'auto alle costruzioni che rispettano i criteri ambientali. Perchè, ha aggiunto, «non è normale che quando costruite una casa che consuma meno energia, vi costa di più di quando ne costruite una che non economizza». IMMIGRAZIONE «Non si deve più regolarizzare in massa, e se lo si fa, in ogni caso, bisogna chiedere il parere dei paesi vicini, perchè regolarizzando in casa propria si accolgono anche quelli che sono nello spazio Schengen. Serve una politica di immigrazione comune»: Sarkozy ha ribadito in tv di voler far approvare il «patto per l'immigrazione» con il quale l'Ue «deve mettersi d'accordo per proteggersi insieme». Il sociale «è competenza nazionale, non dell'Europa», ha ribattuto Sarkozy a una giornalista che insisteva sull'Europa sociale. «Volete che metta in discussione con gli altri il sistema di protezione sociale francese, che è il migliore di tutti? - ha reagito Sarkozy - Volete che pensi a un salario minimo europeo, che la Germania ha appena escluso, quando già so che non raggiungerà mai quello francese?». Bisogna «preservare» la Bce e la sua autonomia, ma la Banca centrale europea deve occuparsi «anche della crescita e non soltanto dell'inflazione». Perchè, ha spiegato Sarkozy, «l'inflazione di 30 anni fa non c'entra nulla con quella di oggi», quella era strutturale, dovuta «al pieno impiego e alla scarsa concorrenza», quella di oggi «all'esplosione delle materie prime». Quindi, «rarefare il denaro» non comporterà mai una «limitazione del prezzo del barile di greggio».
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2 dicembre 2008
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