Un successo, ma solo a metà. Perché la strada verso la creazione del discusso scudo spaziale, il sistema americano che dovrebbe difendere Europa e Stati Uniti dalle minacce missilistiche dei "Paesi canaglia", in testa l'Iran, è ancora tutta in salita. E le nuove minacce russe rischiano ora di divenire un ostacolo insormontabile.
Ieri, comunque, un primo passo è stato compiuto. Il Governo della Repubblica Ceca e l'Amministrazione Usa hanno firmato il Trattato per l'installazione di un radar antimissile, parte dello scudo in Europa centro-orientale. La firma è avvenuta a Praga alla presenza del segretario di Stato americano Condoleezza Rice e del ministro degli Esteri ceco Karel Schwarzenberg. «Noi e i nostri alleati e amici, stiamo affrontando una minaccia missilistica crescente da parte dell'Iran, che sta divenendo più grave e importante», ha dichiarato la Rice. Gli Usa temono che nel 2015 l'Iran, già oggi capace di colpire con i suoi missili Tel Aviv, possa sviluppare razzi in grado di colpire anche gli Stati Uniti.
La reazione del Governo russo, da sempre avverso al sistema, visto come una minaccia alla sua sicurezza e alla sua capacità di detterrenza nucleare, è stata durissima: «Se alle nostre frontiere - ha dichiarato il ministero degli Esteri - comincerà il dispiegamento del sistema strategico di difesa antimissile degli Usa, ci vedremo costretti a reagire con metodi militari, e non più diplomatici». «Lo scudo antimissile - ha aggiunto il ministero - non aumenta la sicurezza della Repubblica Ceca, né dell'Europa in generale». «Registriamo che la preparazione del documento si è tenuta quando nelle consultazioni russo-americane non c'era alcun progresso. Persino le mezze promesse relative alle misure sulla fiducia e sul controllo che ci davano i nostri partner americani oggi si azzerano», ha commentato una fonte diplomatica di alto rango all'agenzia Interfax.
Ma anche se gli Usa andassero dritti per la loro strada, incuranti delle reazioni russe, le complicazioni non si esaurirebbero. Per funzionare, lo scudo deve essere creato in diversi Paesi. In testa la Polonia, dove Washington vuole installare una decina di missili intercettori, i quali sarebbero guidati proprio dal radar sul suolo ceco. Ma il progetto si è arenato di fronte alla richiesta del Governo di Varsavia, in linea di principio favorevole, di miliardi di dollari per modernizzare l'Esercito e il sistema di difesa. La Rice ha cancellato la sua visita a Varsavia, prevista per il 10 luglio. «Il radar sarà utile anche se in Polonia non si troveranno batterie di missili, perché i missili potranno essere lanciati anche dal mare. La marina militare americana può difendere la Repubblica ceca grazie al sistema di aiuto Aegis. Grazie al radar sarà possibile», ha dichiarato la Rice. Oltre alle ingombranti richieste del Governo, la popolazione polacca non è convinta dell'utilità del sistema. Secondo l'ultimo sondaggio, diffuso dall'istituto Gfk, il 53% degli intervistati è contrario all'installazione dei missili.
Anche la popolazione ceca non vedrebbe di buon occhio lo scudo. Prima di entrare in vigore l'accordo dovrà essere ratificato dal Parlamento. La discussione dovrebbe iniziare prima dell'autunno, quindi prima dell'elezione del nuovo presidente Usa. Ma l'assemblea parlamentare ceca è divisa, e il Governo può contare solo sulla metà dei seggi.