C'è anche un italiano tra le 153 vittime dell'incidente aereo all'aeroporto di Madrid. Si tratta di Domenico Riso, 41 anni, steward dell'Air France viveva e lavorava a Parigi dal 1997 . Lo si è appreso alla Farnesina. Era di origine siciliana, della provincia di Palermo. Il ministero degli Esteri aveva manifestato prudenza già da ieri, dopo che da Madrid la compagnia aerea aveva escluso la presenza di italiani a bordo dell'aereo
Questa mattina c'è stata la conferenza stampa della Spanair. La compagnia ha detto che continuerà ad utilizzare gli altri modelli di Md82 in suo possesso perché «conformi alle normative vigenti».
Il bilancio delle vittime resta comunque provvisorio. Secondo quanto riferito dall'edizione on line di El Mundo, a bordo dell'L'Md-82 di Spanair incendiatosi in fase di decollo erano presenti in tutto 173 persone, 164 passeggeri e nove membri dell'equipaggio. Solo 28 persone sono uscite vive dal rogo, ma alcune di loro erano in condizioni molto critiche, tra cui una morta durante il trasporto in ospedale.
L'aereo è finito fuori pista in fase di decollo al terminal 4 dell'aeroporto di Barajas, a Madrid. Il volo è il 5022 della compagnia Spanair e viaggiava sulla rotta Madrid-Las Palmas. Spanair è in crisi da tempo, fino al punto che poco tempo fa la Sas aveva cercato di venderla, senza successo.
Al momento sono 50 le vittime che hanno un nome, si è potuti risalire alle loro identità grazie alle impronte digitali. Ma il processo di riconoscimento potrebbe risultare lungo e difficile soprattutto per via dello stato dei corpi, alcuni carbonizzati, con la necessità di ricorrere a verifiche sul Dna. La speranza è che tutto si risolva «nel giro di due giorni», ha detto alla radio Cadena Ser il ministro spagnolo per le Infrastrutture, Magdalena Alvarez.
Resta comunque un'attesa estenuante ed un calvario per i familiari delle vittime i cui corpi, a partire da oggi alle 14, verranno trasportati all'obitorio. E per affrontare le prossime ore che si prospettano particolarmente dure un'equipe di psicologi è stata incaricata di prestare loro assistenza.
Intanto, mentre le attività allo scalo di Barajas tornano alla normalità dopo che all'incidente erano seguiti rallentamenti e interruzioni, si moltiplicano le domande su quanto è effettivamente accaduto ieri: Perchè è stata data l'autorizzazione a ripartire anche se il pilota aveva fermato una prima volta il velivolo denunciando un problema tecnico?
Il ministro Alvarez oggi alla radio sottolinea che le cause del disastro potranno solo essere stabilite grazie alle scatole nere che nel frattempo sono state ritrovate. Specifica tuttavia che, al secondo tentativo di portare a termine le procedure di decollo «l'aereo è partito alzandosi di 200 piedi, circa 50 metri, poi è caduto».