Il presidente ucraino Viktor Yushchenko ha fissato al 7 dicembre le prossime elezioni politiche anticipate, dopo aver annunciato ieri lo scioglimento del Parlamento. Le elezioni sono state convocate con un decreto presidenziale pubblicato oggi sul sito web della presidenza.
L'Ucraina torna alle urne per eleggere, per la terza volta in tre anni, i deputati della Rada, il parlamento.
La rivalità fra gli ex alleati della 'rivoluzione arancione' filooccidentale, il presidente Viktor Iushenko e la premier Iulia Timoshenko, ha affondato la coalizione democratica faticosamente creata dopo le elezioni dello scorso autunno, e nessuno dei due è riuscito a trovare intese con la formazione di maggioranza relativa, il Partito delle regioni del filo-russo Viktor Ianukovic.
La decisione formale dello scioglimento della Rada è stata resa nota ieri in tarda serata con un messaggio televisivo alla nazione di Iushenko, registrato e diffuso mentre il presidente si trovava a Roma in visita e poco tempo dopo la fine dei colloqui con il presidente del consiglio italiano Silvio Berlusconi.
«In conformità con la Costituzione ucraina sospendo i poteri del Parlamento e indico elezioni parlamentari anticipate - ha dichiarato il capo dello stato nel messaggio registrato - Il voto si svolgerà in modo democratico e legale».
Prima della partenza per Roma Iushenko era sembrato invece propenso a prendere tempo dopo che la portavoce presidenziale Irina Vannikova aveva annunciato l'imminente ricorso alle urne, affermando che «tutti i partecipanti alle consultazioni si sono pronunciati per elezioni anticipate».
Ma dalle dichiarazioni degli altri partiti, si era evinto che in pratica il solo partito di Iushenko 'Nostra Ucraina' era favorevole al ricorso agli elettori. La premier Iulia Timoshenko aveva detto di non volerlo e Ianukovic si era espresso sulla stessa lunghezza d'onda, così come il democratico indipendente Vladimir Litvin e i suoi fedeli.
Il fallimento delle trattative si era consumato in una burrascosa riunione nella quale la premier, ex alleata e ora rivale di Yushenko, aveva affermato che «non ci sono soldi in bilancio da sprecare in elezioni» nè si può continuare «a tenere la vita politica in ostaggio» dello spettro elettorale.
Dello stesso avviso Ianukovic, che aveva addossato a Iushenko la responsabilità della chiamata alle urne.
Al termine della riunione, Iushenko aveva detto di voler «concedere ai parlamentari i termini per elaborare proposte su come uscire dalla crisi», prima di firmare il decreto per le elezioni presidenziali anticipate. Per uscita dalla crisi, aveva precisato, si intendono emendamenti alla legge elettorale per garantire al vincitore la possibilità di governare, e il reperimento nel bilancio dei fondi per finanziare la consultazione.
Iushenko aveva accusato Timoshenko di non aver «sfruttato le potenzialità di rinascita della coalizione democratica», aggiungendo per soprammercato che «il 2 settembre (giorno dell'approvazione di emendamenti riduttivi delle prerogative presidenziali votati anche dalla Timoshenko, ndr) è avvenuto un tradimento della democrazia e degli ideali». La sola via d'uscita, aveva concluso, «sono elezioni politiche anticipate, anche se rappresentano uno strumento meno democratico del parlamento».
Propositi che si sono puntualmente avverati poche ore dopo con il messaggio registrato in Tv alla nazione che ha sancito lo scioglimento del parlamento.
Non è ancora stata definita la data delle elezioni. La stampa russa, in particolare il quotidiano 'Kommersant' , malignava stamani sul fatto che Iushenko si preparasse in giornata a fare il «grande annuncio» del fallimento delle trattative con il conseguente scioglimento del parlamento perchè « vuole andare al voto all'inizio del gennaio 2009, quando saranno evidenti a tutti gli elettori le conseguenze dei rincari del prezzo del metano che l'Ucraina acquista dalla Russia».
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