Sostenere l'economia globale, stabilizzare i mercati finanziari. Un solo meeting non può risolvere i problemi del mondo, ha detto ieri in chiusura del summit del G-20 il presidente americano George W. Bush, ma i grandi Paesi industriali e le maggiori economie emergenti hanno ieri varato un piano d'azione di 47 misure specifiche, molte da realizzare entro il 31 marzo, più o meno i cento giorni invocati dall'Europa, e posto le basi per una riforma più profonda del sistema finanziario, investito da oltre un anno e mezzo da una crisi globale violentissima, che ha ora contagiato l'economia reale.
Il prossimo incontro è previsto entro aprile, sotto la presidenza britannica del G-20. Se ieri si sia aperta la strada verso una nuova Bretton Woods, come ha detto il premier inglese Gordon Brown, resta ancora da dimostrare. La riforma della finanza globale ruota attorno a cinque principi comuni, che si concretizzano in una serie di misure molto specifiche per cercare una via d'uscita dalla crisi dei mercati e impedirne la ripetizione. Tutti i mercati finanziari, tutti i prodotti e tutti i partecipanti ai mercati dovranno essere sottoposti a vigilanza e regolamentazione appropriate, afferma il comunicato finale, anche in questo caso echeggiando una posizione europea.
«Il sistema finanziario del futuro- ha detto ieri a margine del vertice Mario Draghi, il governatore della Banca d'Italia che presiede il Financial Stability Forum (Fsf) dovrà avere più capitale, meno debito, più trasparenza, più regole ». Le conclusioni del summit di Washington confermano le linee guida del lavoro iniziato ad aprile dall'Fsf, che riunisce le autorità di vigilanza bancaria e controllo dei mercati dei maggiori Paesi e che ora verrà allargato, ha confermato il comunicato di ieri, per comprendere i più importanti mercati emergenti. Draghi ha ricordato già nel corso della cena di venerdì sera alla Casa Bianca che è in corso un fragile processo di risanamento del sistema finanziario, che ha bisogno di ulteriori interventi, forti e coordinati, emersi poi dalla riunione di ieri.
I cinque principi fondamentali della riforma dei mercati finanziari sono il rafforzamento della trasparenza, che richiede più informazioni sui prodotti finanziari complessi che sono stati all'origine dell'instabilità dei mercati e la pubblicazione da parte delle istituzioni finanziarie della loro reale condizione finanziaria; il miglioramento della regolamentazione, compresa una forte vigilanza sulle agenzie di rating, spesso indicate come uno dei responsabili delle turbolenze, e prudenza nella gestione del rischio; la promozione dell'integrità dei mercati, con la prevenzione di manipolazioni e frodi; il rafforzamento della cooperazione internazionale fra le autorità di vigilanza nazionali e i responsabili della supervisioni sui vari segmenti di mercato - si prevede tra l'altro uno scambio di informazioni e la creazione di collegi di vigilanza di diversi Paesi sulle istituzioni che operano a livello transnazionale; la riforma delle istituzioni finanziarie internazionali, come l'Fmi e la Banca mondiale,aumentando il peso dei Paesi emergenti.
Il Financial Stability Forum assumeun ruolo centrale nella regolamentazione dei mercati, con un intenso programma di lavoro, in gran parte già avviato (l'Fsf ha indicato 65 raccomandazioni nella primavera scorsa), affiancando l'Fmi, cui spetta il compito di sorveglianza del sistema finanziario globale. Una chiara divisione del lavoro fra Fmi e Fsf è stata indicata in una lettera inviata ai leader alla vigila del vertice da Draghi e dal direttore del Fondo, Dominique Strauss- Kahn.
Durante il summit, il governatore ha indicato, secondo partecipanti all'incontro, una lista di cose da fare, come il rafforzamento della struttura di capitale delle banche; la riduzione della prociclicità del sistema, che tende ad accentuare le fluttuazioni sia nella fase positiva sia in quella negativa creando instabilità; la limitazione degli incentivi, anche attraverso i meccanismi di compensazione nella finanza, a prendere rischi eccessivi; la regolamentazione del mercato over-the counter dei derivati. Draghi ha anche sottolineato che alcune misure vanno prese urgentemente. Se gli attuali spread sul mercato interbancario non dovessero ridursi, a causa della perdita di fiducia tra le controparti, andrebbe presa in considerazione la possibilità di far intervenire le Banche centrali come controparte diretta. Inoltre, la creazione di una stanza di compensazione per l'enorme mercato dei credit default swaps per ridurne il rischio per l'intero sistema.