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Grecia, terzo giorno di scontri

dall'inviato Vittorio Da Rold

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Martedí 09 Dicembre 2008
Un manifestante  con una bomba molotov ad  Atene (AFP PHOTO /LOUISA GOULIAMAKI)

ATENE - Luci natalizie e nubi di gas lacrimogeni che tolgono il respiro e fanno lacrimare gli occhi. Polizia schierata in assetto antisommossa a difesa del Parlamento greco mentre centinaia di manifestanti incendiano cassonetti e distruggono le vetrine di banche e negozi di lusso in piazza Syntagma, il cuore di Atene. Elicotteri e sirene spiegate dei pompieri: la capitale greca ti accoglie così, sull'orlo del caos e con una nuova ondata di manifestazioni costellate da disordini e violenze che hanno colpito ieri per il terzo giorno consecutivo Atene e le principali città della Grecia per reazione all'uccisione di uno studente di 15 anni avvenuta per mano della polizia sabato scorso nel quartiere Exarchia, vicino al Politecnico della capitale, il sacrario laico della nuova democrazia.

Le manifestazioni di piazza erano iniziate sabato e avevano toccato punte di volenza che non si registravano dal 1973, dai tempi in cui gli studenti del Politecnico si erano immolati davanti ai carri armati pagando il prezzo di 40 morti e facendo cadere la giunta dei colonnelli in sella dal 1967. La protesta è partita da Exarchia, il quartiere dei giovani, radicali, estremisti oggi completamente rinnovato, che ha dato il via a un corteo che ha iniziato a coinvolgere altri giovani emarginati, disoccupati e frange estremiste soprattutto anarchiche.

La morte del ragazzo è diventato un detonotare per far scoppiare le convulsioni della crisi globale che sta toccando la Grecia, uno degli anelli deboli dell'eurozona, e mettere in crisi un Governo che si regge su un solo voto di maggioranza ed è molto indebolito da recenti scandali, a cominciare da quello immobiliare del Monte Athos. In tre giorni di scontri i feriti sono già una quarantina, e si contano tra le forze dell'ordine come tra i manifestanti. Da un primo, approssimativo calcolo i danni sfiorano i 100 milioni di euro e la protesta si sta allargando: ieri i professori universitari hanno indetto tre giorni di agitazione.

Domani inoltre ci sarà uno sciopero generale contro il caro-vita e la politica economica e a quel punto il partito socialista all'opposizione, il Pasok, guidato da George Papandreou potrebbe diventare la forza politica pronta a chiedere elezioni anticipate puntando sul fatto che la Grecia ha il più alto tasso di disoccuppazione giovanile e che l'intervento del ministro Yiorgos Alogoskoufis (Economia e Finanze) contro la crisi e a sostegno delle banche è apparso ancora poco incisivo.

La tensione è altissima nel Paese. Il ministro degli Interni Prokopis Pavlopulos ha dato le dimissioni, respinte dal premier Costas Karamanlìs.

Ieri due grandi manifestazioni ad Atene, convocate dal partito di estrema sinistra Syriza e dai comunisti del Kke, hanno convogliato la protesta studentesca e radicale e sono sfociate in nuovi incidenti. Vi sono stati scontri con la polizia che ha sempre cercato però di evitare il confronto duro, anche in altre città del Paese: da Salonicco a Patrasso, da Kevala (Nord) a Trikala (centro) fino a Creta e Corfù.

Il premier di Nea Demokratia, Karamanlis, ha annunciato tolleranza zero sia contro i due poliziotti indagati per la morte del giovane Alexis Grigoroupolos che contro le «intollerabili» violenze di strada. «Dovere del Governo è proteggere la società» ha detto Karamanlis. Oggi il premier dovrebbe avere un incontro con il presidente Karolos Papoulias.

Ieri nella piazza di fronte al Parlamento è stato dato alle fiamme il grande albero di Natale, come un simbolo di un periodo natalizio che ad Atene non sarà di consumi e tranquillità in famiglia, ma di lotta e scontri sociali. «Il sangue del ragazzo di 15 anni sarà usato per saldare insieme tutte le proteste in una base di giusta rabbia contro i mali della nostra società» ha scritto il maggior quotidiano del Paese, il liberale Kathimerini. E ha avvertito che di fronte alla «crescente ondata di disperazione e di rabbia» il Governo appare «incapace» di risposte efficaci. Così il Paese rischia di «precipitare nel caos».



vittorio.darold@ilsole24ore.com

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